(Adnkronos) - Nei questionari somministrati da Eures, commercianti, artigiani e lavoratori delle piccole imprese, dichiarano di sentirsi vittime di un mercato senza orizzonti. Pur confermandosi i disoccupati maggiormente vulnerabili in tutti gli ambiti considerati, la successiva gerarchia dell'incertezza vede al primo posto gli artigiani e i commercianti: tra questi l'82,9% afferma di sentirsi vulnerabile sotto il profilo economico, il 77,7% in termini occupazionali ed il 69,7% sociali. Anche i lavoratori dipendenti, colpiti dalla forte riduzione del potere d'acquisto dei salari, si dicono nell'82% dei casi 'vulnerabili' sotto l'aspetto economico. Questi dati confermano come l'elevata pressione fiscale gravi in misura particolarmente onerosa sui lavoratori a reddito fisso; il 73,4% dei lavoratori dipendenti si sente inoltre vulnerabile sotto il profilo occupazionale: un valore, questo, che sale all'81,1% tra i dipendenti delle piccole imprese private, contro il 64,6% di quelli della Pubblica Amministrazione. La vulnerabilita' e' una dimensione latente, si sottolinea nel Rapporto, che diviene nel tempo consapevole. Stando ai risultati dell'indagine, tale presa di coscienza e' avvenuta nella maggior parte dei casi a fronte del perdurare della crisi. Ben l'85,4% dei rispondenti ha infatti cominciato a sentirsi 'vulnerabile' tra il 2008 e il 2012, mentre il restante 14,6% in anni precedenti. In particolare e' nel 2010, dopo tre anni di ciclo negativo, che si registra la percentuale piu' alta di indicazioni (23%), anche se gia' nel 2009 (18,5%) e nel 2008 (18%) tali valori risultavano significativamente elevati; le percentuali scendono nel 2011 (13,7%) e nel 2012 (12,2%) non per un miglioramento delle condizioni, spiega l'istituto di ricerca, ma per la preesistente generale consapevolezza della vulnerabilita'. (segue)



