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Corte conti: Di Pietro, allarme non stupisce, corruzione ha mangiato economia

domenica 24 febbraio 2013
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Roma, 21 feb. (Adnkronos) - "L'allarme lanciato dalla Corte dei Conti sul livello di corruzione in Lombardia purtroppo non stupisce. Sono passati oltre vent'anni da Tangentopoli e non e' cambiato niente, anzi il sistema delle mazzette si e' ingegnerizzato, diventando trasversale a tutte le forze politiche". Lo dichiara in una nota il leader dell'Italia dei valori e candidato di Rivoluzione civile, Antonio Di Pietro. "La corruzione e la commistione tra politica e malaffare -prosegue- continuano a mangiare la nostra economia e a incancrenire il tessuto sociale ed economico del Paese. Monti pero' sembra non essersene accorto. Il governo dei professori ha fatto il solletico a corruttori ed evasori, approvando, con l'appoggio complice di Pd, Pdl, Udc e Lega, la cosiddetta legge anti-corruzione che, in realta', aggrava solo la situazione". "Noi dell'Idv -sottolinea l'ex pm- abbiamo votato contro questa ipocrisia e abbiamo chiesto, piu' volte in Parlamento, l'introduzione del reato di auto-riciclaggio e il ripristino del reato di falso in bilancio, cancellato da Berlusconi. Ci siamo battuti anche contro la cancellazione del reato di concussione per induzione, reato tipico della pubblica amministrazione, sbianchettato da Monti e dal ministro Severino. Chiediamo, inoltre da una vita che i condannati non vengano candidati in Parlamento e che i rinviati a giudizio per reati gravi non assumano incarichi di governo, ne' a livello locale ne' a livello nazionale. Per questo -conclude Di Pietro- ci vuole una Rivoluzione Civile che rovesci questo sistema colluso e marcio che ha affossato l'Italia".