Taranto, 21 feb. (Adnkronos) - "Dopo mesi di dubbi e' finalmente chiaro dove i Riva vogliono reperire i fondi per l'adeguamento degli impianti: dai cittadini e dagli operai, scaricando sugli stessi il peso di scelte aziendali sbagliate". Lo afferma il 'Comitato cittadini e lavoratori liberi e pensanti' di Taranto, secondo il quale "siamo di fronte all'ennesimo ricatto. Socializzare le perdite dopo aver privatizzato gli utili: non e' la prima volta che in Italia ci si trova di fronte ad una situazione simile. La Fiat - prosegue la nota - e' stata pioniera di questa strategia in cui ricchissimi imprenditori, spalleggiati da governi e sindacati addomesticati a suon di quattrini, hanno permesso l'impoverimento costante di un intero paese". "La mancata presentazione di uno specifico piano industriale permette all'azienda di non indicare quali siano i reali interventi di adeguamento alle migliori tecnologie possibili: si e' passati - continua il Comitato - da investimenti di quasi 10 miliardi di euro, ipotizzati dai custodi giudiziari, ai 4 miliardi indicati dal Ministro dell'Ambiente Clini, all'attuale stima di 2 miliardi e 250 milioni da parte dell'azienda. Il principio di 'chi inquina paga' viene ancora una volta disatteso", si rileva. (segue)



