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Ilva: Comitato Taranto, fondi per adeguamento reperiti da cittadini e operai (2)

domenica 24 febbraio 2013
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(Adnkronos) - "La richiesta di cassa integrazione che nei prossimi due anni toccherebbe il picco massimo di quasi 6.500 operai, chiarisce ulteriormente quanto gia' avevamo anticipato precedentemente: la famiglia Riva intende compensare gli investimenti necessari al rilancio della stabilimento: con la cassa integrazione, frutto dei contribuiti dei lavoratori dipendenti italiani; attraverso i fondi Ue che Federacciaio in nome e per conto della stessa azienda tenta di ottenere; con la continuita' produttiva a scapito, come sempre, della salute dei tarantini". Circa l'accordo oggi a Roma tra i sindacati confederali e l'Azienda, il Comitato si chiede: "da quando la posizione di Fim, Fiom e Uilm e' passata da un netto rifiuto della cassa integrazione al silenzio e all'accettazione della stessa? Ci rifiutiamo di dare ancora credito ad un gruppo industriale - sottolinea il Comitato - che nel 2008 firmava un accordo di cassa integrazione con i sindacati disattendendolo dopo appena quattro giorni sostituendo il personale in cassa integrazione con operai assunti con contratto interinale, facendo effettuare lavoro straordinario e gestendo in maniera unilaterale la rotazione del personale posto in cassa". Il Comitato Cittadini e Lavoratori Liberi e Pensanti "rifiuta fermamente l'oltraggiosa richiesta di cassa integrazione. Non accetteremo che venga tolto agli operai neanche un solo centesimo cosi' come non accetteremo che venga tolto ai cittadini neanche un solo giorno di vita. Chi ha sbagliato deve pagare e deve farlo adesso".