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Fisco: assessore Veneto su redditometro, stop a Stato voyeur (2)

domenica 24 febbraio 2013
1' di lettura

(Adnkronos) - "Il redditometro di Monti - ha continuato Ciambetti - riconosceva all'Agenzia delle entrate un potere straordinario sancendo, tra l'altro, il principio di colpevolezza rovesciando dunque l'onere della prova: il cittadino, secondo Monti, doveva dimostrare la sua innocenza mentre 'affirmanti incumbit probatio' e' un pilastro della nostra cultura". "Non c'e' solo il Regolamento del 24 dicembre ad essere uscito dai binari della Costituzione - ha continuato - molti altri provvedimenti presi da Monti lasciano aperti tanti, troppi dubbi e questo puo' essere affermato da tanti attori sociali, economici e politici, di ogni area, che per mesi si sono trovati dinnanzi il muro della incomunicabilita' di chi, quasi sempre con una presunzione inaudita, non accettava ne' critiche, ne' consigli, ne' suggerimenti dinnanzi a provvedimenti palesemente sbagliati come appunto il Redditometro". "Ma l'aspetto piu' importante - ha concluso Ciambetti - che questa sentenza fa emergere e' l'affermazione per cui lo stato deve essere al servizio del cittadino e non viceversa. Il cittadino ha il dovere di pagare la tasse, deve rispettare le leggi e altrettanto, pero', deve fare lo stato e nessuna norma permette alla Inquisizione Fiscale di intromettersi nella sfera privata di ciascuno di noi. Devo dire che il giudice Antonio Lepre a Pozzuoli ha segnato una tappa importante non solo per l'aver posto le premesse per l'annullamento di quel mostro giuridico che e' il Redditometro, ma per aver messo l'altola' ad una ingerenza, e massima presunzione, da stato di Polizia, l'esatto contrario della democrazia e della cultura liberale".