Milano, 22 feb (Adnkronos) - Cala dell'87,5% l'export di riso italiano in Siria nel 2012. E' colpa della guerra civile, secondo l'analisi di Coldiretti Lombardia su dati Ente risi. Da fine 2011 ad oggi le esportazioni risicole da Roma a Damasco sono scese da piu' di 8mila tonnellate a meno di mille. Cio' si tradurrebbe, dice Coldiretti Lombardia, in una perdita di 2 milioni di euro per il settore italiano, attivo soprattutto in Lombardia e Piemonte. L'effetto della guerra civile sul commercio secondo Coldiretti Lombardia e' quello di complicare le transazioni commerciali con problemi assicurativi e di pagamento della merce. Le esportazioni italiane di riso, che sfiorano le 47mila tonnellate, hanno registrato un calo globale del 3%. I maggiori importatori, dopo il tracollo della Siria, sono diventati Turchia, Svizzera, Usa, ex-Jugoslavia e Libano. Molto apprezzata, in particolare in Turchia, la varieta' Baldo, che fa parte della famiglia dei lunghi A, la stessa di Carnaroli, Arborio, Roma e Sant'Andrea. L'export italiano e' il 66% del totale europeo. Il calo delle quotazioni in base a cui l'industria acquista il riso dagli agricoltori, spiega Coldiretti Lombardia, causa tagli delle superfici. Questi in Lombardia interesseranno piu' del 10% delle aree coltivate, mentre a livello nazionale i lunghi A perderanno terreno per il 24% ed i medi per l'11,6%. Coldiretti lancia l'allarme invasione straniera, dicendo che "gli spagnoli del colosso Ebro Foods hanno appena preso il 25% della Riso Scotti di Pavia, uno dei marchi piu' conosciuti, mentre altri, come Gancia, Parmalat, Buitoni, Locatelli, Sasso e Carapelli, sono gia' diventati terra di conquista per le multinazionali straniere".



