Washington, 24 feb. - (Adnkronos) - L'appuntamento e' per le 10 del mattino di martedi' 26, ora di Washington, quando Ben Bernanke si trovera' davanti alla Commissione sul sistema bancario del Senato Usa per il rapporto semestrale sulla politica monetaria. Sara' quella l'occasione per il presidente della Federal Reserve per allontanare o confermare le preoccupazioni del sistema finanziario globale, alimentate dalla diffusione la scorsa settimana dal verbale della riunione del Fomc di gennaio. C'e' da giurare che i senatori non si faranno sfuggire l'occasione per la domanda che tiene tutti in sospeso, ovvero se la banca centrale Usa ha intenzione di porre un freno all'allentamento quantitativo che - a giudizio di molti - sta 'drogando' l'economia americana (e non solo). C'e' un evidente cambiamento di tono che emerge dal verbale dell'ultima riunione dove sono emersi timori sul fatto che l'attuale programma di acquisto di obbligazioni "potrebbe favorire comportamenti di mercato che rischiano di minare la stabilita' finanziaria". Ed e' una svolta che assume una maggiore rilevanza se lo si affianca al recente discorso pronunciato dal governatore della Fed Jeremy Stein, in cui si denunciavano i rischi nel medio termine della "corsa al rendimento" favorita dal programma di acquisti della banca centrale. Non e' chiaro quanti nei vertici della Fed condividano le preoccupazioni di Stein e le parole rassicuranti dello stesso Bernanke (che venerdi' in privato ha minimizzato i rischi di bolle speculative) farebbero pensare che il presidente della Banca centrale sia fra i meno pessimisti. Ma non c'e' dubbio che la Federal Reserve stia valutando attentamente gli effetti del maxi-programma di acquisti lanciato con l'ottica di migliorare le condizioni nel mercato del lavoro. (segue)



