Milano, 19 mag. (Adnkronos) - Il settore agroalimentare italiano punta sull'estero per battere la crisi economica. Nel 2012 il valore dell'export e' stato di 24,8 miliardi di euro nel 2012, con un incremento dell'8%, mentre sono calati i consumi alimentari delle famiglie italiane. Secondo la Fipe, la federazione italiana dei pubblici esercizi, nel 2012 il consumo di generi alimentari tra le mura domestiche e' diminuito del 3%, mentre nel fuori casa il calo e' del 2,5% rispetto al 2011. Secondo alcuni dati diffusi in occasione di 'Tuttofood', il salone dell'agroalimentare in corso a Milano, anche l'andamento dei settori conferma il trend negativo riguardo alla variazione delle vendite a volume del 2012. Le vendite di carne perdono il 2,1% rispetto al 2011, i salumi l'1,1%, il lattiero caseario lo 0,4% e i surgelati lo 0,7%. Aumentano le vendite di gelati e di dolci, con una crescita delle vendite dello 0,9%, mentre e' decisamente in controtendenza il biologico, i cui volumi di vendita crescono del 5,6%. Ma e' l'esportazione che registra i risultati migliori. E' il caso del settore dolciario, primo polo dell'industria alimentare italiana, che ha chiuso il 2012 con un fatturato di circa 17 miliardi di euro, con l'export in crescita del 6,2% in volume e dell'11% in valore. Principali mercati di riferimento per l'export del settore sono la Francia e la Germania, che hanno assorbito rispettivamente 135 mila tonnellate di prodotti, per un valore di circa 528 milioni di euro, e 113 mila tonnellate, per 356 milioni di euro. Tra i Paesi extra Ue il primo mercato sono gli Stati Uniti con 31 mila tonnellate importate per circa 130 milioni di euro di valore. (segue)



