Roma, 8 ott. - (Adnkronos) - Quando nel 1948 i quattro scoiattoli grigi, portati in Italia dall'ambasciatore Miron Tylor, riuscirono ad evadere dalla loro gabbietta, nessuno immagino' quale minaccia potessero costituire per l'ambiente e per la specie rossa, autoctona del nostro Paese, praticamente scomparsa dalle regioni settentrionali e in forte ridimensionamento anche in altre aree della penisola, come ha rilevato uno studio condotto dalle Universita' di Torino, Genova e dell'Insubria. A distanza di poco piu' di sessant'anni, gli scoiattoli grigi si sono rivelati un vero e proprio flagello, decimando gli scoiattoli rossi europei scacciati dai loro habitat naturali. Un problema non solo italiano che si e' diffuso in tutta Europa, Gran Bretagna compresa, dove gli scoiattoli grigi, che erano stati importati nel XIX secolo come 'novita' da giardino', superate le recinzioni si moltiplicarono invadendo tutto il Paese dalla Scozia al Galles; secondo alcune stime nel Regno Unito ora ci sarebbero oltre 5 milioni di scoiattoli grigi contro poco piu' di 120 mila rossi, concentrati in una sorta di ridotta scozzese dove resistono alla invadenza degli yankee. Lo scoiattolo grigio americano, piu' grande di quello europeo, oltre ad essere particolarmente aggressivo, mangia di tutto, dalle rane alle uova di uccello, ai tronchi degli alberi cedui, fino al rivestimento dei cavi elettrici. A questo si aggiunge il fatto che e' portatore sano di un virus chiamato Parapoxvirus, una forma di vaiolo che uccide solo il piu' mite cugino europeo. In Italia la maggiore concentrazione di scoiattoli grigi e' al Nord dove coprirebbe un territorio vasto oltre 1000 chilometri quadrati.




