(Adnkronos) - "I danni - secondo Coldiretti Veneto - vanno dal 15% nell'alto veneziano fino al 70% nel basso polesine, con la fascia padovana intorno al 50%. Sono quindi le aree della bassa pianura quelle piu' colpite, tant'e' da piu' parti e' stato chiesto lo stato di calamita'. La situazione drammatica non interessa solo le grandi estensioni ma anche la campagna ortofrutticola che se non raggiunta dall'intervento del sistema irriguo rischia di veder compromessa qualita' e quantita' di produzione: pere, mele, pesche e kiwi. Sebbene si tratti -come nel caso di vigneti- di piante con radici profonde e quindi in autonomia di riserva d'acqua l'eccesso di caldo porta alla contrazione dei frutti". Non e' scampato neanche il comparto della pesca che ha registrato la moria di cozze e mitili nel rodigino per anossia. Anche chi coltivando seminativi e' attrezzato con l'irrigazione sta sostenendo elevatissimi costi legati al consumo di carburante per provvedere alle normali operazioni. C'e' da augurarsi che i prezzi del prodotto siano equi altrimenti quei pochi che porteranno a termine una buona annata dovranno sostenere i disagi degli inconvenienti - spiegano alla Coldiretti del Veneto - Le variazioni climatiche pongono un grosso interrogativo sulle annate agricole obbligando gli operatori ad assicurarsi contro eventi atmosferici al di sopra di ogni aspettativa (trombe d'aria, tempeste di sabbia, grandinate abnormi).(segue)




