Firenze 14 nov. - (Adnkronos) - Dalla legge 142 del 1990, che introduceva per la prima volta la citta' metropolitana in sostituzione delle Province, alle integrazioni al Tuel, il Testo Unico sugli Enti Locali, del 2001, niente e' stato fatto - se non sulla carta - sul fronte delle modifiche istituzionali. Ma il recente decreto 188 del Governo, il cosiddetto decreto spending review, istituisce le citta' metropolitane dal 1° gennaio 2014. Come dire: l'approfondimento e il confronto concreto sui nuovi assetti di area vasta non sono piu' rimandabili. E la citta' metropolitana si trovera' ad affrontare e gestire funzioni derivate dalle ex-province, la mobilita', la viabilita', il coordinamento dello sviluppo economico e, soprattutto, la pianificazione territoriale generale. Di quali profili potra' assumere tutto questo, si e' discusso oggi alla rassegna della Pa Dire e Fare in corso a Firenze, nella conferenza "La pianificazione nella citta' metropolitana", organizzata alla Fortezza da Basso da Anci Toscana in collaborazione con Inu - Istituto Nazionale di Urbanistica, a cui sono intervenuti amministratori di comuni dell'area Firenze-Prato-Pistoia e del Valdarno, oltre ai rappresenti di Anci Toscana e Inu Toscana. Al centro della riflessione, quali funzioni specifiche saranno di competenza della citta' metropolitana, ovvero quali spazi di intervento si apriranno tra il Piano Territoriale di Coordinamento provinciale da un lato, Piani Strutturali e Regolamenti Urbanistici, di tradizionale competenza comunale, dall'altro. Oltre alla opportunita' di riempire di contenuti politici i nuovi assetti istituzionali, creando 'nuove orizzontalita" e alleanze tra territori diversi, tra soggetti pubblici e privati, tra amministrazioni e terzo settore. Altra riflessione emersa, la necessita' che la nuova citta' metropolitana sia una struttura snella, senza sovrapposizioni con altre funzioni, e che comporti un processo alla base di unificazione comunale. (segue)




