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Elly Schlein, ecco il suo governo: in quale ministero vuole Angelo Bonelli

di Alessandro Gonzatodomenica 21 giugno 2026
Elly Schlein, ecco il suo governo: in quale ministero vuole Angelo Bonelli

4' di lettura

Giugno, anno del Signore 2026. Dalla Schleinosfera, agglomerato di polvere interstellare non ancora ben noto alla scienza, giungono bagliori arcobaleno con riflessi Lgbtqia+. Pim-pum-pam! È un tripudio di fuochi pirotecnici, un botto dietro l’altro ma la pistola del vannacciano Pozzolo non c’entra. Nella Schleinosfera peraltro non esistono locali della Pro loco. La sinistra festeggia perché sente la vittoria in tasca e ha terminato di compilare la lista dei ministri del governo Elly. Gli esclusi, per ripicca, hanno inviato un WhatsApp ai cronisti parlamentari sulla Terra.

Il Corriere e Il Foglio riportano tutto sulla carta e online. Le versioni concordano. I diretti interessati non confermano, si capisce. Alcune terze e quarte file però sì, pure al telefono con Libero. I ruoli principali sono stati distribuiti, al netto di alcune possibili modifiche. In ogni caso lo scenario è mostruoso. Come il programma.

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STATISTA
La premier Schlein, lo ha già dichiarato, ha tra le priorità il riconoscimento dello Stato di Palestina ma non è chiaro se il primo Consiglio dei ministri lo convocherà a bordo della Flotilla. È pronta la patrimoniale «contro i ricchi», e la sinistra l’anno scorso quand’è stata approvata la Finanziaria considerava tali chi guadagnava 40mila euro all’anno. Elly ha pure annunciato che a scuola introdurrà l’ora obbligatoria di educazione sessuale e all’affettività. Ai bambini verrà insegnato che possono essere bambine e viceversa. Sulle porte dei bagni, però questo la segretaria non l’ha ancora annunciato, potrebbero venire affisse oltre alla sagome del maschio e della femmina quelle di Batman, della sirenetta e dell’alieno, come accaduto alla cittadella dello studente di Grosseto, Comune di centrosinistra. Pausa teatrale.

Il designato al ministero dell’Istruzione, quindi ad avvallare le insegne, è Giuseppe “Peppe” De Cristofaro (Avs), senatore presidente del gruppo (fritto) Misto. Durante il secondo governo Conte è stato il sottosegretario della contiana Lucia Azzolina, quella dei banchi a rotelle. Del salario minimo, sempre secondo Il Foglio, se ne dovrà occupare Nicola Fratoianni (Lavoro), e il capo di Sinistra Italiana avrà il suo bel da fare visto che Schlein e Landini, ovviamente senza accorgersene, l’hanno affossato firmando l’accordo sulla giusta retribuzione basata sui contratti, la stessa che ha stabilito il governo contro cui strepitano.

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Il Corriere però dà Fratoianni ai Trasporti: in tal caso prepariamoci a viaggiare a dorso di mulo e ai sindaci rossi che torneranno alle targhe alterne. La combinazione col sodale Angelo Bonelli, destinato all’Ambiente, sarebbe micidiale. Il capo degli ambientalisti riconverti alla causa pro-Pal ha confermato di non sapere nulla nemmeno sugli aiuti di Stato destinati all’ambiente, il via libera ai 23 miliardi dato al governo dalla Commissione Ue inserito nello schema del decreto FerX per sostenere lo sviluppo delle rinnovabili, ma non vorremmo affaticare il futuro ministro (speriamo di svegliarci tutti sudati). Tra le certezze ci sono il “no” al nucleare e la drastica riduzione dell’uso dei combustibili fossili, ed è un dettaglio che coprano l’80% del fabbisogno energetico del Paese. Pale eoliche ovunque.

Da capire se Bonelli d’inverno requisirà le manopole dei caloriferi e d’estate razionerà l’acqua della doccia, che lui– lo ha detto alla radio – fa in un tempo record compreso tra i 60 e 180 secondi. Il dem Francesco Boccia scalpita per il Viminale con delega ai porti spalancati: è uno dei più accaniti contestatori delle politiche anti clandestini e al contempo - era giugno ’23 - inventa persino il numero degli sbarchi («il triplo dell’anno scorso») che tutti, perfino Boccia, possono consultare sul sito del ministero dell’Interno. Diventerebbe sua pure la gestione del disordine pubblico: per Boccia il decreto sicurezza era incostituzionale, però non l’ha mai detto a Mattarella che l’ha firmato. Se non altro ci sentiremo tranquilli nelle aule di Giustizia, che tornerà a gestire dj Fofò Bonafede.

OCCHIO AL CONTO
Dalla Schleinosfera danno per fatto l’insediamento all’Economia di Ernesto Maria Ruffini (mister redditometro), ex direttore dell’Agenzia delle Entrate dimessosi a dicembre ’24 in polemica col governo e con una gran voglia di tartassarci. A confronto i tempi di Monti premier e Befera direttore di Equitalia, i blitz contro i “ricchi” che giravano in Suv e gli imprenditori che non riuscivano a pagare le cartelle esattoriali, sarebbero nulla. Agli Esteri andrebbe Renzi che dichiarerà guerra a Calenda. Renzi ha il placet dei 5Stelle: lo considerano meno guerrafondaio del “moviola” Gentiloni, al quale invero non ci sembrava che piacesse l’odore del napalm di mattina.

Il Foglio dà alla Cultura Elisabetta Piccolotti, ma la moglie di Fratoianni e casualmente tra i pochissimi deputati di Fratoianni – finora un milione e mezzo in due alla Camera – ci sembra più indicata alle Pari Opportunità. Piccolotti prima di entrare in parlamento prendeva 423 euro al mese. E Conte? È destinato alla presidenza del Senato. Manca solo il ministero dell’islam. Nella Schleinosfera si festeggia. Noi prepariamoci all’estinzione.

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