Venezia, 16 nov. (Adnkronos) - "Registro polemiche, finora relegate sulle pagine dei giornali locali, inutili e dannose a proposito della portualita' veneziana e delle inevitabili decisioni che devono essere assunte in Senato. Ricordo a tutti, compresi i fautori di un blitz che servirebbe solo a far confusione tra i porti di Genova e di Venezia, che quanto deve arrivare per il finanziamento dell'offshore veneziano non e', e non deve essere, frutto di alcuno sconcerto". Lo sottolinea il presidente della Regione del Veneto Luca Zaia. "Come ha ricordato bene il presidente Paolo Costa - prosegue Zaia - sono 100 milioni gia' virtualmente decisi nel lontano 2003. Il progetto per la diga che deriva dai fondi per il Mose e' gia' stato sottoposto a valutazione d'impatto ambientale e l'intero piano e' stato comunicato al Cipe a settembre. Se fanno il Mose senza il terminal, ricorda Costa e non si puo' che essere d'accordo con lui, Venezia chiude". "Sappiamo - aggiunge Zaia -che attorno al porto di Genova e i suoi interessi, sia pure legittimi, si stanno preparando gli inevitabili ascari a sostegno. Diciamo semplicemente a loro e ad altre eventuali truppe cammellate, che questa e' una battaglia che Genova non deve nemmeno immaginare di poter fare, che si tratta di fondi pensati per il porto di Venezia e sono certo che qualunque parlamentare, di qualunque estrazione o provenienza, non potra' che sostenerne la legittima e dovuta erogazione a favore di Venezia. Mi auguro - conclude il presidente del Veneto - che anche i genovesi non vogliano abbracciare li"ipotesi dello sfasciamo distributivo. Verra' il giorno in cui sosterremo altre cause, purche' legittime: in questo caso la legittimita' e' esclusivamente veneziana".




