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Pensioni, addio Quota 100: il calcolo, di quanto più diminuire l'assegno

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Un sistema che garantisca la flessibilità in uscita dei lavoratori senza appesantire le casse dello Stato. È questo il piano del governo sulle pensioni a ridosso della fine della sperimentazione triennale di Quota 100. L'ipotesi al vaglio prevede la pensione anticipata a partire da 62-63 anni di età e almeno 36-38 anni di contributi, con un ricalcolo dell'assegno tutto o quasi contributivo. Non solo, perché sul banco c'è anche un'alternativa: proseguire con una sorta di Quota 102, 103 e 104 con penalità sull'assegno intorno al 3 per cento l'anno, ma che appare una soluzione molto più costosa per l'erario. A questo punto - spiega La Stampa - l'esecutivo guidato da Giuseppe Conte non può far altro che attendere giugno, luglio al massimo, quando i fondi europei inizieranno - si spera - ad arrivare.

 

 

Intanto nel menu della riforma, spiega una fonte al quotidiano diretto da Massimo Giannini, si cercherà di ampliare la lista dei lavori gravosi e di concedere uno sconto e far uscire prima chi ha avuto figli o ha accudito in ambito familiare persone non autosufficienti. In soccorso alle categorie più fragili M5s e Pd stanno anche valutando una sorta di pensione di garanzia per assicurare un assegno dignitoso ai precari e alle donne che sono vittime di carriere discontinue. 

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