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Fisco, non solo auto elettriche: quali vetture scatenano i controlli

Ignazio Stagno
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Fate molta attenzione alla motorizzazione della vostra auto: potreste finire nell'inferno dei controlli fiscali. A quanto pare la Guardia di Finanza metterà sotto la lente di ingrandimento i redditi di chi acquista le auto ibride o totalmente elettriche. Il tutto perché l'acquisto di un'auto eco-green segnala una cospicua «capacità contributiva». Il cambio di rotta sulle indagini fiscali lo segna, come ha ricordato Italia Oggi, una nota inviata lo scorso 16 dicembre dal Comando generale della guardia di finanza. Nella direttiva la guardia di finanza spiega che «ai fini del controllo economico sul territorio, saranno possibili verifiche su veicoli ibridi ed elettrici». In sostanza possedere una macchina eco-friendly, visti i costi in concessionaria, sarà una spia di allarme per le Entrate che potrebbero avviare accertamenti sul singolo contribuente nel ruolo di automobilista privilegiato. La rilevazione di proprietari associati ai modelli ibridi ed elettrici sarà a partire dal «terzo anno antecedente alla data del controllo».

 


Il tutto per aumentare la qualità dei dati acquisiti sul campo. Insomma, per intenderci, sarà avviato un censimento sui veicoli che potrebbero insospettire il Fisco. Dall'1 gennaio del 2023 i modelli che verranno rilevati sono quelli con «potenza netta massima» superiore a 120 kw per quanto riguarda le auto ibride e quelle superiore a 70 kw in caso di automobili totalmente elettriche. E le auto che strizzano l'occhio alla cura dell'ambiente sono in buona compagnia per quanto riguarda i controlli fiscali. Infatti le auto di lusso, quelle di grossa cilindrata, ma anche le auto d'epoca o storiche potrebbero far scattare la mannaia delle Entrate. Ad esempio per quanto riguarda le auto di lusso, sono particolarmente attenzionate quelle che superano i 250 cavalli e per le quali è previsto un superbollo. Una tassa prevista per tutti i veicoli che superano i 185 chilowatt di potenza.

Per controllare questo parametro è sufficiente consultare il libretto di circolazione dove viene indicata la potenza del veicolo. Ma l'eventuale discrepanza tra quanto dichiarato e il parco auto nel garage, come detto, emerge anche nel caso delle auto d'epoca che devono essere iscritte in uno specifico elenco del ministero dei Trasporti e quindi eliminate dal pubblico registro automobilistico.

 

 


Questa tipologia di auto non deve più essere infatti adatta alla circolazione su strada. È possibile usare l'auto d'epoca solo per manifestazioni o eventi che riguardano la storia delle quattro ruote. Per queste auto è prevista l'esenzione del bollo a patto che abbiano superato i 30 anni. Tornando ai controlli, a far scattare l'allarme dalle parti del Fisco è uno scostamento superiore al 20 per cento tra quanto dichiarato dal contribuente e lo stile di vita basato su consumi e proprietà. Nel caso in cui ci fosse lo sforamento della soglia allora bisognerebbe fare i conti con una richiesta di chiarimenti da parte del Fisco e in quel caso l'automobilista deve dimostrare di potersi permettere il mantenimento del veicolo. Nel caso in cui le spiegazioni non dovessero convincere le Entrate, ecco che parte l'accertamento con valutazione dell'auto e la stima di quanto sottratto all'Erario. A questo punto si spalanca il baratro delle sanzioni e delle multe.

Ma le spese legate al mondo della auto che insospettiscono il Fisco sono diverse e vanno dalla Rc auto incendio e furto (anche per caravan, camper, minicar), ai pezzi di ricambio dell'auto, olio e lubrificanti fino alle spese di manutenzione, riparazione e noleggio. La principale arma del Fisco per questo tipo di verifica restano i controlli incrociati. Insomma fate attenzione al vostro box: quando scegliete l'auto non siete soli. Con voi c'è anche l'occhio del Fisco. 

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