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Pensioni, fino a 200 euro in più: il cedolino che stravolge le cifre

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Il governo gioca d'anticipo. Il conguaglio sulle pensioni non scatterà a gennaio 2024 ma già a novembre 2023. Una mossa che potrebbe portare ad aumento concreto già nel cedolino del prossimo mese. Come riporta il Messaggero, il governo guidato da Giorgia Meloni anticipa di circa due mesi l'accredito dei conguagli che riguardano il tasso di inflazione registrato nel 2022. Come vi abbiamo raccontato su Libero, gli assegni del 2023 sono stati rivalutati in base a un tasso d'inflazione ancorato al 7,3 per cento. In realtà la stima finale per l'anno scorso è salita all'8,1 per cento. Per questo motivo come ha sottolineato già il Mef, sui cedolini dovrebbe arrivare un coguaglio per rivalutare gli assegni di quello 0,8 per cento che manca all'appello.

La prassi vuole che la differenza tra l'inflazione stimata e quella poi effettiva venga corrisposta nell'anno successivo, in questo caso il 2024. Il governo però sta anticipando i tempi e così ha deciso, in base al maggior deficit 2023 ufficializzato nella Nadef, Nota di aggiornamento del Documento di Economia e finanza, di corrispondere subito a milioni di pensionati la quota mancante della rivalutazione.

 

 

 

Si tratta di una cifra che varia dai 50 euro per le pensioni minime fino a 200 euro per quelle che superano di quattro volte il trattamento minimo Inps che è fissato a 525 euro mensili. Va ricordato che sopra la soglia di quattro volte il minimo, ovvero 2.102 euro mensili, la quota di rivalutazione subirà i tagli previsti dalle fasce varate dell'esecutivo nella percedente legge di Bilancio. Dunque fate molta attenzione al cedolino di novembre. Potrebbero essereci delle sorprese. Consultate sempre il portale MyInps per controllare il rateo e le singole voci di accredito. 

 

 

 

 

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