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Superbonus, il problema dei doppi pagamenti: ecco chi trema

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venerdì 18 settembre 2026
Superbonus, il problema dei doppi pagamenti: ecco chi trema

2' di lettura

Spunta l'ennesimo problema sul Superbonus, la misura tanto cara al Movimento 5 Stelle di Giuseppe Conte. Di cosa si tratta? Del rischio di doppio pagamento per professionisti e imprese. Un problema che potrebbe arrivare a interessare un numero crescente di committenti, professionisti e imprese. Ne parla Cristian Angeli su Italia Oggi: "Si tratta delle vicende nelle quali il General Contractor, dopo avere acquisito il credito d'imposta mediante sconto in fattura, non ha successivamente corrisposto i compensi dovuti ai tecnici e alle imprese esecutrici, dando origine a una complessa sovrapposizione tra rapporti contrattuali, responsabilità civilistiche e possibili riflessi sul piano tributario".

Secondo quanto trapelato, in diversi casi il General Contractor, pur avendo emesso la fattura nei confronti del committente e acquisito il corrispondente credito fiscale, non avrebbe poi provveduto al pagamento dei propri fornitori. Di qui il nuovo contenzioso: i professionisti e le imprese, rimasti privi del corrispettivo, si starebbero muovendo adesso non solo nei confronti del General Contractor, ma anche del committente, sostenendo che il proprio credito professionale non sia stato validamente estinto. Dall'altro lato, il committente riterrebbe di avere adempiuto integralmente alle proprie obbligazioni mediante lo sconto in fattura e la conseguente cessione del credito, mentre il General Contractor sosterrebbe, in molti casi, di avere operato come mandatario senza rappresentanza, negando così l'esistenza di un rapporto contrattuale diretto con tecnici e imprese.

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Angeli, infine, ha fatto notare: "Se le controversie tra General Contractor, professionisti e imprese sono ormai numerose, resta da comprendere quali effetti possano produrre, in sede di controllo fiscale, le modalità con cui il credito è stato concretamente formato e monetizzato. Un tema destinato, con ogni probabilità, ad alimentare nei prossimi mesi nuove pronunce giurisprudenziali e, verosimilmente, ulteriori chiarimenti dell'Amministrazione finanziaria".

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