Libero logo

Eni conferma il tetto al prezzo dei carburanti. E Meloni ha l'ok di Q8

di Claudia Osmettisabato 24 ottobre 2026
Eni conferma il tetto al prezzo dei carburanti. E Meloni ha l'ok di Q8

4' di lettura

Niente, è che proprio non ce la fanno. Stan sempre lì, rossi più di rabbia che d’ideologia, col ditino alzato, la polemica già in canna, a ripetere le solite dichiarazioni piccate contro il governo che non-fa-abbastanza e non -vede -la -realtà. Frega niente se, da circa una settimana, il blocco dei tir ha spaccato a metà il Paese ma adesso (cioè da giovedì notte) moltissimi presidi sono stati smantellati, a Caserta, a Salerno, a Foggia. Importa un fico se «si va verso la normalizzazione, già all’alba (di ieri, ndr) c’era una fila di 150 autocisterne pronte per caricare», parola del prefetto di Napoli Michele Di Bari (che è uno che il caos lo ha fronteggiato per davvero).

Interessa zero che son proprio gli agricoltori (la Coldiretti Calabria) ad ammettere che il dato con le autorità è stato positivo soprattutto per «la tempestività con cui è stata accolta la richiesta di confronto». No. All’opposizione proprio non va giù.

L’OPPOSIZIONE

Li vedi lì, chi “in prima linea” (come il leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte, allo svincolo autostradale di Pizzo Calabro, in provincia di Vibo Valentia) chi un po’ più comodo in parlamento, che se la prendono, sbottano, s’indignano. Dice, Conte, che adesso «il problema vero è quello della filiera, di distribuzione dei ricavi il quale, ovviamente, va a vantaggio della grossa distribuzione e degli assetti intermedi», per questo «bisogna intervenire con misure strutturali». Rincarano, i presidenti dei gruppi di minoranza in Senato, cioè il dem Francesco Boccia, il pentastellato Luca Pirondini, Peppe De Cristofaro di Avs e Raffaella Paita di Italia viva, che «il decreto appena approvato dall’esecutivo Meloni (quello che conta una misura di 175 milioni di euro per autotrasporto, agricoltura e pesca, col primo che fa la parte del leone grazie a 105 milioni di euro: ndr) non offre una risposta all’altezza della situazione»: però poi, nei fatti, la realtà qual è?

È che le proteste (almeno quelle su questo fronte) stanno rientrando o sono rientrate, che (sì) molti distributori segnano ancora il “tutto esaurito” (però ci vuole tempo, le operazioni di approvvigionamento non si risolvono con lo schiocco di due dita), che i supermercati e i punti della grande distribuzione stanno piano piano rimettendo i prodotti sugli scaffali: secondo il vicepresidente della Confcommercio Mauro Lusetti servirà una settimana per il ripristino effettivo della normalità (soprattutto) nel Mezzogiorno, vuol dire che la situazione si sta dipanando e (quantomeno) c’è uno spiraglio di tranquillità. Hai detto poco.

D’accordo, non è finita ovunque (agricoltori e autotrasportatori hanno appena indetto una manifestazione al casello di Valdichiana, in Toscana, sull’autostrada A1, da lunedì fino a sabato prossimi): tuttavia segni di distensione ci sono, addirittura il sindaco del Pd di Napoli, Gaetano Manfredi, seppur a denti stretti e aggiungendoci che «spero non si ripeta», deve specificare che «progressivamente ci stiamo muovendo». Eni, tra l’altro, annuncia più o meno nelle stesse ore che i prezzi calmierati ai suoi distributori verranno prorogati, per diesel e benzina, fino alla fine dell’anno, «per andare incontro ai bisogni dei nostri clienti» (lo dichiara il suo amministratore delegato Claudio Descalzi). Non fosse sufficiente, poi, in serata, fondi ti Palazzo Chigi spiegano che, nel corso di un bilaterale con l’emiro del Kuwait si sarebbe discussa la disponibilità di Madinat a prorogare il price cap già applicato anche da Q8 nelle scorse settimane in risposta all’appello del nostro governo.

Sono stati giorni difficili (nessuno lo mette in dubbio), complicati, e con ragioni mai da una parte sola: però se sul piatto bisogna mettere tutto, tocca anche ricordare pure che «sono 2.065 le persone identificate, 79 quelle denunciate e 242 quelle sanzionate», come scrive sulla sua pagina X il ministro dell’interno Matteo Piantedosi, all’interno «dell’azione avviata dal Viminale contro i blocchi stradali illegali realizzati nelle regioni del Sud Italia a tutela della libera circolazione e della continuità dei servizi essenziali».

LE SCORTE AL SERVIZIO

Tanto per capirci: solo in Campania sono stati organizzate 500 scorte per i conducenti di camion e tir che ne han fatto richiesta (perché mica è vero che la manifestazione è stata unanime e che il dissenso sul dissenso non s’è visto). Ci sono stati diversi problemi, certo, e chi lo nega?, e non solo al Sud (secondo Confagricoltura Veneto le forniture tra Padova, Verona e Treviso hanno subìto un calo dell’80%): ma un conto è, con quel filino di propaganda che non guasta, chiedere a Palazzo Chigi di realizzare l’irrealizzabile (ha ragione il ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin a dire che «tutto deve essere compatibile col bilancio, potranno esserci altri interventi ma è inutile promettere cose che poi non si riescono a fare) e un altro è una legittima protesta di categoria.

Il guaio, come sempre, è che c’è chi, nel mezzo, cavalca l’onda del momento col solo intento mettere in difficoltà chi sta dall’altra parte: «Il ministro dei Trasporti Matteo Salvini venga a Palazzo Madama a spiegare cosa intende fare», diconoinfatti le opposizioni riunite, per una volta.