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Ecco perché Obama mette ko i mercati

Eliana Giusto
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di Ugo Bertone "Mentre Wall Street affondava tra le vendite, a Washington era in corso una partita a poker da 648 miliardi di dollari. Tanto quanto vale il mercato globale dei derivati, i prodotti finanziari che, senza subire controlli di sorta, consentono ai big della finanza mondiale di scommettere cifre da capogiro. Un mercato selvaggio che Obama ha promesso di metter sotto controllo ma che, in caso di vittoria repubblicana, sarebbe proseguito. Non a caso, i big della finanza sono stati i primi finanziatori della campagna di Mitt Romney. Gary Gensler, il presidente dell'organo federale incaricato di tradurre in pratica la regulation di prodotti potenzialmente tossici, ha voluto incontrare le autorità europee solo dopo il voto: ora la riforma finanziaria può diventare una cosa seria. Può essere questa, non meno del fiscal cliff, la ragione della reazione di Wall Street alla conferma del presidente". Ugo Bertone su Libero in edicola oggi, giovedì 8 novembre, spiega perché Obama ha messo paura ai mercati. Perché la sua sfida, ora, è "spostare la barra del capitalismo americano da Wall Street a Main Street: all'economia reale che, dalla Pennsylvania all'Ohio, l'ha portato alla vittoria". Leggi l'articolo integrale di Ugo Bertone su Libero in edicola oggi, giovedì 8 novembre  

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