Washington, 25 gen. (Adnkronos) - Un ex agente della Cia, John Kiriakou, che e' stato uno dei primi a confermare alla stampa il ricorso al waterboarding durante gli interrogatori dei sospetti terroristi, e' stato condannato oggi a due anni e mezzo di prigione per aver rivelato ad un giornalista il nome di un'agente che lavorava sotto copertura. Il giudice distrettuale Leonie Brinkema infatti non ha accolto l'argomento delle difesa secondo la quale il proprio assistito aveva rivelato le informazioni per denunciare l'uso della tortura ai danni di sospetti terroristi da parte della Cia. Ed invece ha accolto la tesi dell'accusa, cioe' che il 48enne ex agente, non era un whistleblower, come vengono definiti di dipendenti pubblici che rivelano informazioni riservate per denunciare colpe del sistema, ma rivelo' le informazioni sono per aumentare la sua fama. Kiriakou aveva accettato un accordo lo scorso anno dichiarandosi colpevole di violazione dell'Intelligence Identities Protection Act, la legge che protegge l'identita' degli agenti della Cia, e per questo, si e' lamentata il giudice, non stato condannato ad una pena piu' severa. Questa e' la prima condanna in 27 anni per violazione di questa legge. (segue)




