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Il "referendum" sul presidente

Elezioni Midterm, Donald Trump perde la Camera ma tiene al Senato: "Successo eccezionale"

7 Novembre 2018

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Donald Trump

Donald Trump tiene al voto di Midterm. Dagli Usa incassa un segnale ma non viene spazzato via, così come speravano i democratici. Tutt'altro. I democratici si prendono la Camera dei rappresentanti, mentre il Senato rimane saldamente in mano ai repubblicani, che probabilmente incassano pure qualche seggio in più rispetto al voto di due anni fa. Negli Stati dove nel 2016 Donald Trump ha vinto con margini a due cifre, i senatori democratici uscenti hanno infatti subito dure sconfitte. The Donald, infatti, canta vittoria: "Eccezionale successo stanotte. Grazie a tutti!". Da par suo, esulta anche Nancy Pelosi, capogruppo dei democratici alla Camera: "Domani è un giorno nuovo per l'America. Non si tratta solo di una vittoria dei democratici, è la vittoria delle regole costituzionali, dei controlli sull'amministrazione Trump".

Per quel che riguarda il ko dei democratici in Seanto, fondamentale la sconfitta del Texas, dove il democratico Beto O'Rourke sfidava uno dei big del partito repubblicano, Ted Cruz. Il tentativo democratico di conquistare una storica roccaforte del Grand Old party, con un giovane che potrebbe rappresentare anche un protagonista della sfida per la Casa Bianca nel 2020, è naufragato dopo un lungo testa a testa. Con il Texas ai repubblicani sono tramontate le possibilità di mettere Trump ko nella parte alta del congresso. Sorprende, comunque, il fatto che O'Rourke sia rimasto in lizza per molte ore nel corso della notte.

I democratici però si impongono in Vermont, dove viene riconfermato Bernie Sanders, che aveva sfidato Hillary Clinton alle ultime primarie, attirando contro sé le ire del partito che fece di tutto per boicottarlo. In Virginia, invece, è stato rieletto Tim Kaine, l'ex candidato alla vice presidenza nel 2016 con Hillary Clinton. Mitt Romney, ex governatore del Massachusetts ed ex candidato repubblicano alla presidenza contro Barack Obama nel 2012, viene rieletto senatore dello Utah. I repubblicani tengono il punto anche in Tennessee, con Marsha Blackburn contro il democratico Phil Bredesen. Un colpo mortale per il ribaltamento degli equilibri in Senato.

Insomma, il verdetto delle elezioni di midterm conferma quanto previsto dai sondaggi: la Camera è il punto debole di The Donald. E ancora, quel che caratterizza questo voto è l'avanzata delle minoranze, sulle quali i democratici avevano puntato molto. Per fare degli esempi, entra di diritto nella storia Ayanna Pressley, prima eletta afroamericana alla Camera dei Rappresentanti in Massachusetts. Stesso discorso per Rashida Tlaib, la prima musulmana eletta al congresso.

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Commenti all'articolo

  • peaeye

    07 Novembre 2018 - 13:01

    Anche senza la camera, Trump puo' seguire l'esempio di Obama, che non aveva la maggioranza nel Congresso, e invece di seguire il normale iter legislativo puo', come faceva Obama, emanare decine e decine di "executive orders" con potere di legge, e ordinare alle varie agenzie regolatorie di fare regole nuove e disfare quelle vecchie istituite dai Democrats.

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  • peaeye

    07 Novembre 2018 - 13:01

    E il senato conta molto di piu' della camera, poiche' e' il senato che approva i giudici federali e della Corte Suprema nominati dal presidente. Il potere giudiziario ai livelli piu' bassi e quello della Corte Suprema sono enormi. Inoltre se i Democrats provano a cominciare l'impeachment di Trump, per diventare effettivo dovrebbe ricevere due terzi dei voti del senato.

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  • 322436

    07 Novembre 2018 - 11:11

    Considerando la storia, che ha sempre visto i presidenti in carica soccombere nelle elezioni di midterm, Direi che questo per Trump è un grosso successo.

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