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Venezuela, la Russia accusa gli Stati Uniti all'Onu: "Un golpe contro Maduro"

Davide Locano
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Scontro totale tra Stati Uniti e Russia sulla crisi in Venezuela. Scontro che va in scena all'Onu, convocato per la situazione del Paese sudamericano. "L'esperimento socialista in Venezuela è fallito, la gente è alla fame. Il regime di Maduro è mafioso e illegittimo. Poniamone fine. Queste le durissime parole del segretario di stato americano Mike Pompeo in apertura del suo intervento al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. Pompeo ha sottolineato come "la crisi umanitaria nel paese necessita di un'azione ora, oggi, per porre fine a un incubo". Poco prima, però, le durissime accuse della Russia, che ha parlato apertamente di un "golpe di Washington a Caracas" per scalzare Maduro. Stati Uniti e Canada hanno già riconosciuto Guaidò come presidente legittimo, e dall'altro Russia e Cina hanno invece chiesto di non interferire negli affari interni di Caracas. Per quel che riguarda il fronte europeo, si fa sempre più concreta la possibilità che a Bruxelles venga trovata una linea comune sulle crisi. "La Germania è pronta a riconoscere Juan Guaidò quale presidente ad interim del Venezuela se nuove elezioni non dovessero essere indette in otto giorni", ha affermato la portavoce di Angela Merkel, Martina Fietz, su Twitter. Stessa posizione ha anche la Francia, come dichiarato dal presidente francese Emmanuel Macron. Meno chiara, invece, la posizione italiana: Luigi Di Maio, nonostante le simpatie grilline per Maduro, rimane silenzioso, avallando la posizione del premier Giuseppe Conte e di Enzo Moavero Milanesi, che seppur con prudenza si allineano all'Unione Europea.

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