In attesa del referendum di domani - 16 aprile - che deciderà l'annessione della Crimea alla Russia, in Ucraina è una escalation di tensione. Il governo di Kiev ha infatti dichiarato oggi che è in corso "un'invasione militare russa" del proprio territorio e ha chiesto a Mosca di ritirare immediatamente le truppe. Secondo le fonti, circa 80 unità militari, 4 elicotteri e 3 blindati si sono recati nel villaggio di Strilkove, un'area adiacente alla Crimea, a Sud Est del Paese, ma sono poi stati respinti dalle truppe ucraine. I russi hanno poi precisato che si trovavano lì solamente per proteggere "da possibili atti di terrorismo" diversi gasdotti. Reazioni internazionali - "La Russia dovrà rispondere delle sue azioni, e potrebbe essere soggetta ad un isolamento diplomatico ed economico". Queste sono state le parole dell'ambasciatrice americana all'Onu, Samantha Power, che ha duramente criticato l'attacco russo all'Ucraina e ha precisato che se queste accuse di Kiev fossero confermate e ci fosse realmente in atto un attacco militare si tratterebbe di "una escalation scandalosa", che avrebbe serie conseguenze. Comunque vada il referendum, poi, si aspettano ulteriori tensioni tra i due Stati. "Kiev si riserva il diritto di mettere in atto tutte le misure necessarie per fermare l’invasione militare russa" fanno sapere le autorità ucraine. Fuori dal G8 - Intanto le sette potenze del G7 si preparano a espellere la Russia dal G8 per il comportamento adottato nei confronti dell'Ucraina. A scrivere la notizia è il giornale tedesco Der Spiegel citando fonti della Cancelleria tedesca. Londra ha lanciato la proposta che è stata subito accolta da Giappone, Canada, Francia, Stati Uniti, Germania e Italia. Il prossimo G7 si terrà quindi a Londra e l'appuntamento di Sochi nel formato G8 con la Russiaverrà boicottato.




