Palermo, 8 set. - (Adnkronos) - "A circa tre anni e mezzo dall'inizio delle dimostrazioni contro il regime di Assad, in Siria si contano oltre 200.000 morti, abbiamo visto oltre 6,5 milioni di sfollati interni e quasi 3 milioni di rifugiati". Lo ha detto il sottosegretatio generale delle Nazioni Unite, Adama Dieng, all'High Level Meeting of Experts, organizzato a Siracusa dall'Istituto superiore internazionale di scienze criminali (Isisc). Una serie di incontri, chiusi ieri sera, che hanno fatto della città la capitale mondiale dei diritti umani e della giustizia penale internazionale . Al centro del dibattito, che ha visto confrontarsi oltre 90 esperti di livello internazionale "L'impatto della globalizzazione sul futuro dei diritti umani e della giustizia penale internazionale". L'obiettivo è stato tracciare delle linee guida per un'azione finalizzata a sensibilizzare l'opinione pubblica per la tutela e il rispetto dei diritti umani e della giustizia penale internazionale, alla luce delle drammatiche vicende che stanno interessando molte zone del pianeta. Per Dieng, infatti, "è responsabilità della comunità internazionale e di ogni leader politico proteggere le minoranze nel mirino dello Stato Islamico in Iraq. La comunità internazionale, tutti gli Stati del mondo, devono agire come un unico Paese, un'unica voce, per combattere i barbari che fanno parte dell'Is e proteggere la popolazione irachena che sta affrontando il rischio di genocidio, e subisce crimini contro l'umanità". Infine sulla crisi ucraina ha concluso "la situazione sta diventando molto difficile, ma confidiamo ancora nella speranza che i presidenti di Ucraina e Russia capiscano che alla fine non vi è altra soluzione che non sia quella della pace".




