Teheran, 18 feb. - (Adnkronos/Aki) - Sono le statuette che rappresentano Buddha l'ultimo bersaglio della censura iraniana, che le ha messe al bando in quanto strumento di "invasione culturale" dall'estero. Il divieto di esporre rappresentazioni scultoree della figura sacra del buddhismo e il conseguente ordine di sequestro per quelle in vendita nei negozi del paese e' arrivato dall'autorita' per la salvaguardia del patrimonio culturale iraniano, come ha riportato il quotidiano locale 'Arman'. Non e' la prima volta che la scure delle autorita' iraniane si abbatte su simboli di culture diverse, anche se in genere prende di mira elementi riconducibili alla cultura occidentale. Solo pochi giorni fa hanno fatto discutere le voci, poi in parte smentite, di un divieto di vendere rose rosse e altri gadget dedicati al tema degli innamorati per la festa di San Valentino. In precedenza erano stati banditi i pupazzi dei personaggi del cartoon Usa 'The Simpson', cosi' come le bambole Barbie. Nel caso dei Buddha, la loro messa in commercio per Teheran e' tanto piu' intollerabile in quanto rappresenta non solo una cultura, ma anche un credo diverso da quello ufficiale, vale a dire l'Islam. "Il governo crede che i cittadini iraniani, in particolare i giovani, vengano corrotti dall'Occidente, da entita straniere, dagli imperialisti, dai sionisti, che li incoraggiano ad abbandonare i valori dell'Islam e quelli di Khomeini", ha detto Saeed Jaberi Ansari, dell'autorita' per la salvaguardia della cultura iraniana, al quotidiano 'Arman'. In effetti non e' raro che i salotti delle case iraniane ospitino statuette di Buddha, in genere prodotte in Cina, ma per molti osservatori si tratta piu' del diffondersi di un gusto artistico che di un fenomeno religioso o culturale.



