Washington, 27 mar. (Adnkronos/Washington Post) - Per il secondo giorno la Corte Suprema degli Stati Uniti discute la questione dei matrimoni gay, ed oggi e' la volta della legge federale che impedisce di garantire benefits alle coppie gay che si sono sposate negli stati dove e' legale. I nove sommi giudici dovranno quindi ascoltare i ricorsi contro l'articolo del Defense of Marriage Act, firmato nel 1996 da Bill Clinton che ora chiede di abrogarlo, in cui il matrimonio viene definito come un'unione tra un uomo ed una donna. Come e' noto l'amministrazione Obama non difende la legge, che anzi ha detto di considerate incostituzionale, come hanno fatto altre corti di istanza inferiore, dal momento che impedisce al governo di offrire lo stesso trattamento a tutti i cittadini legalmente sposati nei propri stati di residenza. Negli Stati Uniti sono nove gli stati che riconoscono il matrimonio gay, oltre al distretto della capitale. L'inzio delle udienze alla Corte Suprema sui matrimoni gay ha attirato un'enorme attenzione da parte dei media americani e da parte del pubblico, con attivisti delle opposte fazioni che hanno trascorso anche piu' di una notte all'adiaccio pur di assicurarsi un posto tra il pubblico. Ieri alla Corte sono stati presentati i ricorsi contro la controversa Proposition 8, la legge approvata con un referendum nel 2008 in California, che ha inserito nella costituzione dello stato il bando ai matrimoni gay. (segue)




