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Nizza, secondo arresto per l'attentato terroristico: "Erano in contatto", un complice di Brahim?

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C’è un secondo fermo per l’attentato terroristico di matrice islamica che si è consumato nella giornata di giovedì 29 ottobre nella basilica di Notre-Dame di Nizza. Stando alle indiscrezioni rilanciate da radio Europe 1, che ha citato fonti giudiziarie vicine all’inchiesta dell’antiterrorismo francese, l’uomo fermato era stato in contatto con il killer tunisino che il giorno prima si era mosso da Parigi a Nizza. Senza dimenticare tutto il caso politico che è esploso perché l’attentatore era sbarcato a Lampedusa lo scorso settembre, era passato per Bari e poi era riuscito a far perdere le tracce e a viaggiare fino in Francia. Intanto un misterioso gruppo tunisino ha rivendicato l’attacco terroristico, realizzato da Brahim Issaoui, un 21enne che dopo un’infanzia molto difficile tra droga e alcol ha scoperto la fede: da due anni recitava le preghiere islamiche e si era chiuso in sé stesso, arrivando poi a mostrare la sua “fede” nel modo più violento e disumano possibile. 

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