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Vladimir Putin, il vertice con Joe Biden: "Non sono stato invitato alla Casa Bianca, ma ci sono degli accordi"

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È stato definito “costruttivo” il vertice tra Vladimir Putin e Joe Biden avvenuto a Villa La Grange, a Ginevra. Durata più di tre ore, la riunione avrebbe fatto registrare passi avanti significativi tra i due presidenti: quello russo ha dichiarato di di aver raggiunto un accordo per il ritorno degli ambasciatori e per la consultazione sulla cyber security. Per quanto concerne invece i rapporti tesi con l’Ucraina, il leader del Cremlino ha spiegato di voler “facilitare nuovi accordi”. 

Insomma, dopo le tensioni dei mesi scorsi e le accuse reciproche di essere degli assassini, “nessuna ostilità” si sarebbe verificata secondo Putin, che però ci ha tenuto a sottolineare che “per ora niente Casa Bianca”. Anche se i colloqui con Biden sono stati “molto costruttivi”, dato che il suo interlocutore è “molto diverso dal presidente Donald Trump”. Non solo, perché lo ha definito uno “statista esperto”. Riguardo al mancato invito alla Casa Bianca, Putin si è limitato a dire che “per questi incontri ci devono essere condizioni mature”. Evidentemente è ancora presto, anche se dei passi avanti significativi sono stati compiuti. 

Il leader del Cremlino ha anche affrontato due questioni molto delicate, la prima riguardante Navalny: “Questa persona sapeva di violare una legge russa e ha compiuto diverse volte lo stesso reato”, quindi per lui non sembrano aprirsi particolari spiragli. Per quanto riguarda invece i diritti umani, sui quali ci sono state divergenze con Ursula von der Leyen, Putin ha dichiarato che “Guantanamo è ancora aperto e non corrisponde agli standard internazionali dei diritti umani o alle leggi degli Stati Uniti. Di che diritti umani stiamo parlando? In Europa c’erano prigioni dove si torturava. In Russia stiamo sviluppando il nostro percorso”. 

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