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Vladimir Putin? "Perché non porta in prima persona la valigetta nucleare": il dettaglio che smaschera lo zar

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Al seguito di Vladimir Putin c’è sempre un ufficiale che ha in mano la famosa valigetta nera contenente i codici per scatenare l’Apocalisse nucleare. I più maligni sostengono che il presidente russo non la porti direttamente a causa dei tremolii a mani e gambe manifestati nelle uscite pubbliche delle ultime settimane: si fanno infatti sempre più insistenti le voci secondo cui Putin sarebbe “gravemente malato”, forse per un tumore del sangue.

 

 

Di certo c’è che la cosiddetta “operazione militare speciale” in Ucraina è in una fase di stallo, dopo gli insuccessi del primo mese che hanno indotto la Russia a rinunciare alla presa della capitale di Kiev e al rovesciamento del presidente Volodymyr Zelensky. Lo scontento inizia a essere sempre più diffuso anche tra le file dei “fedelissimi” di Putin, tanto che non mancano critiche e mugugni più o meno espliciti su quanto male stiano andando male le cose all’esercito russo. Il timore è che possano addirittura peggiorare con il passare del tempo e per questo si fa strada l’ipotesi del ricorso all’uso delle bombe atomiche tattiche (che i militari definiscono “piccole”) per dare una svolta al conflitto.

 

 

In questo senso l’ordine di Putin da solo non basta: per ricorrere al nucleare è necessario il via libera del ministro della Difesa e del capo di Stato maggiore, che hanno altre due valigette nere con il computer che contiene i codici necessari per disporre il lancio di missili o lo sgancio di bombe da aerei. Secondo alcuni esperti militari, Putin sta maturando il timore che qualcuno potrebbe non obbedire all’eventuale ordine di aprire la valigetta…

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