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Ucraina, "strategia Sun Tzu": Cina, il gioco sporco che stravolge tutto

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Vittorio Emanuele Parsi è un politologo nonché professore di relazioni internazionali che in questi mesi sta frequentando diversi salotti televisivi per analizzare il conflitto ucraino e i suoi risvolti. Stavolta ha deciso di condividere su Twitter alcune riflessioni sul ruolo della Cina, che potrebbe volere la pace soltanto all’apparenza. Parsi parte dal presupposto che il regime di Xi Jinping è l’unico “eventualmente capace di esercitare una pressione in grado di spingere la Russia a ricercare il negoziato”.

 

 

“Ciò perché le conseguenze della guerra ledono i mercati più rilevanti per Pechino - ha spiegato il professore - e, perciò, gli interessi economici globali del Dragone. Tuttavia il comportamento cinese è di difficile previsione. Va considerato che la valutazione cinese della situazione creata dalla guerra potrebbe anche portare verso una direzione diversa rispetto alla ricerca della trattativa. La Cina potrebbe valutare la guerra come un passo decisivo per logorare la leadership americana nel sistema internazionale, la relazione transatlantica e l’ordine liberale”.

 

 

Quindi Xi Jinping potrebbe lasciare che Vladimir Putin si assuma la maggior parte dei rischi e dei costi dell’operazione, facendo godere alla Cina gran parte dei benefici: “Sarebbe un'applicazione dei principi del maestro stratega cinese Sun Tzu, che suggeriva come le vere guerre vinte siano quelle ‘non combattute’. Il concetto è mettere l’avversario all’angolo a tal punto da portarlo alla resa senza che sia necessario passare per la battaglia. L'impressione è che Xi stia proprio agendo secondo gli insegnamenti di Sun Tzu tentando di indebolire l'avversario americano e di guadagnare quel tempo che gli è necessario per rafforzare le sue capacità militari in modo da potere rischiare, entro la fine del suo nuovo e attuale mandato, una prova di forza su Taiwan con degli Stati Uniti deboli, divisi e senza alleati”.

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