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Israele, "tregua violata": riprende la guerra a Gaza

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Fine della tregua tra Israele e Hamas. Le Forse di difesa israeliane (Idf) hanno infatti ripreso i combattimenti e i raid nella Striscia di Gaza. Lo stop al cessate il fuoco è arrivato all'alba di oggi, 1 dicembre, dopo l'attentato rivendicato dall'organizzazione terroristica a Gerusalemme che ha provocato tre morti, tra cui una donna di 24 anni incinta, e sei feriti. 

"Hamas ha violato la tregua e ha sparato contro il territorio israeliano", accusa Israele, "non ha mantenuto gli impegni per il rilascio di tutte le donne tenute in ostaggio e ha lanciato razzi contro Israele", afferma intanto una dichiarazione dell'Ufficio del premier israeliano Benjamin Netanyahu di cui danno notizia i media israeliani. "Con la ripresa dei combattimenti" si sottolinea che "il governo di Israele è impegnato a raggiungere gli obiettivi della guerra" ovvero "liberare i nostri ostaggi, eliminare Hamas e garantire che Gaza non possa mai più minacciare la popolazione di Israele".

 

 

Da parte sua Hamas sostiene che è stato Israele ad aver violato il cessato il fuoco bloccando i rifornimenti di combustibili al nord della Striscia ed è "responsabile della ripresa della guerra e dell’aggressione nazista contro la Striscia di Gaza" visto che ha "rifiutato per tutta la notte di accettare tutte le offerte di rilascio di altri ostaggi".

Intanto sono ripartiti i raid: i caccia israeliani stanno bombardando obiettivi di Hamas nella Striscia. Combattimenti sarebbero in corso a Gaza City e la tv satellitare al-Jazeera cita testimonianze che parlano di "pesanti scontri" tra "gruppi combattenti palestinesi" e forze israeliane. Secondo l'emittente, nella parte centrale dell'enclave palestinese, i tank israeliani stanno bombardando nei pressi dei campi profughi di Nuseirat e Bureij.

 

 

In un video diffuso da Hamas, Yarden Bibas, marito di Shiri e padre dei piccoli Kfir di soli dieci mesi e Ariel, che secondo i miliziani di Hamas sono rimasti uccisi in un raid di Israle, lancia un appello a Netanyahu: "Bibi, il tuo attacco aereo ha portato via la mia amata famiglia, ora fai quello che puoi per riportarli a casa in modo che possano essere sepolti in Israele". E ancora: "Ti prego, riporta a casa me, mia moglie e i miei figli. Per favore, ti prego", aggiunge l’uomo disperato. 

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