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Giampiero Massolo: "Attacco Usa agli Houthi, ecco quali saranno le conseguenze"

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Il raid americano in Yemen contro gli Houthi era "assolutamente inevitabile" e non ci sarà, almeno nell'immediato, una escalation della guerra in corso tra Israele e Hamas. Ne è convinto il presidente dell'Ispi, l'ambasciatore Giampiero Massolo facendo una distinzione tra allargamento del conflitto ed escalation. "L'allargamento del conflitto di Gaza è di fatto in atto", dice il diplomatico in una intervista rilasciata al Resto del Carlino citando gli scontri nel sud del Libano, la tensione in Cisgiordania e nel Mar Rosso, gli attacchi a contingenti americani in Iraq e in Siria. "Ma non c'è un'escalation che renderebbe l'allargamento esplosivo", puntualizza Massolo, che è stato anche direttore del Dis (Dipartimento delle informazioni per la sicurezza) spiegando che "allo stato attuale nessuno realmente vuole l'escalation". "Non la vogliono le potenze occidentali, non la vuole Israele, non la vuole l'Iran", precisa l'ambasciatore che poi aggiunge: "Il che non significa che l'escalation non possa prodursi. Ma è un fatto che i protagonisti di questa partita non la vogliono". 

Quanto al bombardamento delle basi degli Houthi da parte di Stati Uniti e Gran Bretagna, Massolo spiega che non si poteva fare altrimenti: "Serviva per limitare le capacita militari degli Houthi, che stavano attuando un barrage molto rilevante contro le navi mercantili. E soprattutto serviva per ristabilire la deterrenza, dato che la semplice attività della forza militare a guida americana che pure in zona ha salvato molto navi, non bastava a ottenere la fine dei lanci missilistici Houthi". Del resto "nello stretto di Bab el Mandeb", ricorda l'ambasciatore, "passa circa il 12% del commercio mondiale e l'idea del blocco di una arteria giugulare di questo tipo rischiava di inficiare la libertà di navigazione e ingenerare forti pressioni inflazionistiche dovute ai crescenti costi". 

 

 

Certo, "nel breve periodo nel Mar Rosso ci saranno anche degli altri episodi, ma", puntualizza Mazzolo, "è stato fatto capire agli Houthi che la moderazione nei loro confronti ha dei limiti: l’auspicio è che questo basti. E personalmente non prevedo che la vicenda Houthi diventi un ostacolo al processo negoziale per Gaza". Anche perché, secondo Massolo, il vero obiettivo degli Houthi non ha nulla a che fare con la causa palestinese. "Vogliono far valere il loro ruolo nella coalizione sciita antioccidentale che ruota attorno all’Iran e nella quale vorrebbero assumere un ruolo di maggior peso", denuncia il diplomatico spiegando che gli Houthi "temono di essere sacrificati nella prospettiva di un cessate il fuoco nella guerra contro l’Arabia Saudita, che è stata favorita dall’intesa tra sauditi e iraniani, a sua volta propiziata dalla Cina". Hanno avuto il timore di perdere rilevanza e il loro potere di ricatto e così hanno usato la causa palestinese per attaccare l’Occidente, ricompattandosi in Yemen e dando più importanza al loro ruolo in Medio Oriente", ha concluso Massolo.

 

 

 

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