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Assange non sarà estradato. L'alta corte di Londra: "Vogliamo garanzie dagli Usa"

Juliane Assange

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Julian Assange può tirare un sospiro di sollievo. La sua estradizione negli Stati Uniti, infatti, "non avverrà nell'immediato". Non ora.

Tuttavia, i due giudici dell’Alta corte di Londra si riservano di "ottenere garanzie" dagli Usa prima di concedere al giornalista e fondatore di Wikileaks il diritto di presentare appello contro la decisione della giustizia britannica di accogliere la richiesta di estradizione presentata dal governo americano. La prossima udienza è fissata al 20 maggio, si legge nell’ordinanza giudiziaria. 

 

 

Assange, 52 anni, è indagato negli Stati Uniti per spionaggio e, se estradato, dovrà affrontare un processo con 17 capi di accusa in cui rischia fino a 175 anni di reclusione per aver diffuso documenti diplomatici, della intelligence e dei vertici militari americani coperti da segreto, rivelando abusi e crimini commessi in vari contesti internazionali, tra cui la guerra in Iraq e in Afghanistan.

 

 

Come scrive l’emittente britannica Bbc, i due giudici di Londra "danno al governo americano tre settimane per garantire che Assange possa fare affidamento sul primo emendamento della Costituzione americana", quello che garantisce la libertà di parola. E, soprattutto, che non rischierà la pena di morte.

"Julian è un prigioniero politico e deve essere rilasciato", ha dichiarato negli scorsi giorni la moglie Stella che lo ha sposato in carcere nel 2022.

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