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Ucraina, tocca a Umerov: chi è l'uomo a cui si aggrappa Zelensky

di Carlo Nicolatodomenica 30 novembre 2025
Ucraina, tocca a Umerov: chi è l'uomo a cui si aggrappa Zelensky

3' di lettura

Ci sono tre nomi per sostituire il dimissionario Yermak nel suo ormai ex ruolo di capo di capo dell’ufficio del Presidente dell’Ucraina: si parla dell’attuale ministro della Difesa Denys Shmygal, del primo vicepremier Mykhailo Fedorov e del capo dei servizi segreti militari Kyrylo Budanov, tutti incontrati ieri da Zelensky. Il primo tuttavia sembra per il momento destinato a rimanere al suo posto in quanto, sempre ieri, il presidente ucraino ha annunciato che in vista di un aggiornamento dei «documenti fondamentali della difesa dell’Ucraina, compreso il piano di difesa nazionale» il ministro Shmyhal preparerà proposte dettagliate e le presenterà al consiglio dei ministri per la loro approvazione. La parlamentare dell’opposizione Liudmyla Buimister ha chiesto al presidente di nominare Valerii Zaluzhnyi, attuale ambasciatore nel Regno Unito ed ex capo delle forze armate, rimosso dallo stesso Yermak. «È l’uomo di cui l’esercito, i cittadini e i partner internazionali si fidano, esattamente ciò di cui abbiamo bisogno ora» ha scritto la deputata sui social.

Nel frattempo però Zelensky ha già nominato il nuovo capo delegazione per i negoziati con gli Stati Uniti, ruolo anche questo che Yermak aveva rivestito con discreto successo anche se non tutti a Washington gradivano la sua presenza. Il suo posto verrà preso da Rustem Umerov, ex ministro della Difesa ucraino e attuale segretario del Consiglio per la Sicurezza Nazionale e la Difesa, non direttamente coinvolto nello scandalo Energoatom ma in passato indagato dalla NABU per un caso relativo all’acquisto di giubbotti antiproiettile cinesi a basso costo e a prezzi gonfiati, che Kiev alla fine non ha mai pagato in quanto inutilizzabili. Da quell’indagine, tuttora in corso e che coinvolge anche il deus ex machina di tutti gli scandali Timur Mindich, sembra che Umerov sia già uscito pulito.

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Nella delegazione è stato confermato anche il capo degli 007 militari, Kirylo Budanov. I due sono già in viaggio negli Stati Uniti, come ha confermato Zelensky sottolineando che l'obiettivo è «preparare in modo rapido e sostanziale la definizione dei passi per porre fine alla guerra. Ci aspettiamo che i risultati degli incontri a Ginevra vengano ora perfezionati negli Stati Uniti» ha aggiunto il presidente che si aspetta delle conclusioni già per oggi.

Quanto a Yermak sembra che nonostante i guai e le dimissioni forzate, la sua profonda fedeltà per il grande capo non sia venuta meno. Ieri ha dichiarato al New York Post di essere «pronto ad andare al fronte» e a «qualsiasi rappresaglia». «Sono stato screditato e la mia dignità non è stata tutelata, nonostante sia a Kiev dal 24 febbraio (giorno in cui la Russia ha attaccato l’Ucraina)» ha detto Yermak. «Non voglio creare problemi a Zelensky, andrò al fronte. Forse ci rivedremo. Gloria all’Ucraina!».

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Secondo il Cremlino gli eventi che stanno accadendo in Ucraina, gli scandali e i licenziamenti eccellenti «indicano una profonda crisi politica». Il portavoce Peskov ha aggiunto che la corruzione a Kiev è sempre stata e continua ad essere radicata nei soldi che europei e americani donano per la guerra.

La Russia peraltro, oltre a commentare, continua a premere sul piano militare e anche nella notte tra venerdì e sabato ha attaccato il territorio nemico con 36 missili e 600 droni, senza risparmiare la capitale. L’attacco su Kiev, oltre a uccidere due persone e a ferirne 37, ha provocato un black out nella metà occidentale della città, lasciando almeno 500.000 residenti senza elettricità. Ukrinform ha anche riferito che a Pokrovsk, nel Donetsk, i russi stanno approfittando della nebbia per fare arrivare rinforzi e lanciare attacchi in profondità. La ridotta visibilità, dicono gli ucraini, complica significativamente il lavoro delle unità, in particolare della ricognizione aerea, compromettendo la possibilità di rilevare e distruggere il nemico.

Kiev tuttavia sostiene di aver colpito un importante terminal petrolifero vicino al porto di Novorossijsk, nella Russia meridionale sul Mar Nero, costringendone l’interruzione delle operazioni. Intervenendo agli Stati Generali della Ripartenza a Bologna il Capo di Stato Maggiore italiano Carmine Masiello ha detto che in Ucraina «si combattono tre tipi di guerre»: una di tipo convenzionale, una con i droni, «che in tutta Europa stanno creando problemi», e una contro la disinformazione, «perché siamo continuamente sottoposti a manipolazioni informative, non soltanto sui social, ad azioni, da parte probabilmente russa». «Carri armati, artiglierie, armi contraeree sono cose che per trent’anni sono state dimenticate completamente e ipo-finanziate» ha detto Masiello, «le trincee sono cose della Prima guerra mondiale, anche noi le avevamo dimenticate... Abbiamo dovuto ricominciare ad addestrarci al combattimento nelle trincee».