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Venezuela, blitz coi caccia stealth: così gli Usa hanno sorpreso Caracas

sabato 3 gennaio 2026
Venezuela, blitz coi caccia stealth: così gli Usa hanno sorpreso Caracas

2' di lettura

Nella notte del 3 gennaio 2026, il Venezuela è stato teatro di un attacco militare statunitense su vasta scala, ben oltre una semplice azione dimostrativa. Fonti attendibili descrivono un'operazione che combina raid aerei stealth con l'impiego di forze speciali sul terreno, ricordando l'assalto a Panama nel 1990 ("Operation Just Cause"), che portò alla deposizione di Manuel Noriega, accusato anch'egli di legami con il narcotraffico.Il "first strike" aereo: difesa venezuelana "accecata"I video circolati online mostrano esplosioni secondarie di munizioni e missili, confermando che i primi obiettivi erano batterie antiaeree, radar, centri di comando e installazioni navali. Probabilmente condotti da caccia F-35 stealth decollati da Porto Rico – definiti "invisibili" ai radar – supportati da F/A-18 Hornet dalla portaerei USS Gerald R. Ford e missili cruise Tomahawk.

Sistemi di guerra elettronica come i jet EA-18G Growler, sottolinea un'analisi di Di Feo su Repubblica, hanno neutralizzato i radar venezuelani: nessuna reazione contraerea è stata registrata, né missili né fuoco antiaereo.La presenza sul terreno: elicotteri rivelano l'invasioneLa differenza cruciale rispetto a operazioni passate (Iraq 2003, Jugoslavia 1999) emerge dai filmati notturni: formazioni di elicotteri CH-47 Chinook delle forze speciali USA sorvolano Caracas, suggerendo inserimenti di truppe per occupare siti strategici – come basi d'élite vicino alla capitale – o tentare la cattura di leader, incluso il presidente Nicolás Maduro. L'obiettivo potrebbe essere anche incoraggiare defezioni militari venezuelane o scatenare una rivolta popolare.Inoltre, elicotteri d'attacco AH-1Z Viper dei Marines sono stati ripresi mentre sparano raffiche ravvicinate con cannoni a tiro rapido, prova inequivocabile di forze USA già operative sul campo.