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Crans-Montana, Jessica Moretti: "Come ho visto morire Cyane"

di Claudia Osmettidomenica 11 gennaio 2026
Crans-Montana, Jessica Moretti: "Come ho visto morire Cyane"

2' di lettura

Quando li hanno ascoltati, nell’interrogatorio di due giorni fa finito con lui in arresto e lei ai domiciliari col braccialetto elettronico, erano in stanze separati. È la prassi svizzera. Jacques e Jessica Moretti, i proprietari del Constellation di Crans-Montana, sono indagati per omicidio plurimo, incendio e lesioni colposi. Jacques, alle autorità elvetiche, ha detto di «aver provato a rianimare per più di un’ora», in quella maledetta notte di undici giorni fa, la cameriera 24enne Cyane Panine che nel rogo di Capodanno è morta: «Ho cresciuto un ragazzo come fosse mio figlio, era il suo fidanzato. Abbiamo tentato assieme finché sono arrivati i soccorsi e ci hanno detto che era troppo tardi».

Eppure è Jessica a raccontare quelle ore concitate e cariche di dolore che hanno travolto centinaia di esistenze: quella sera, nonostante il veglione, il servizio al Constellation era iniziato in maniera tranquilla. La signora Moretti è arrivata nel suo locale molto prima della mezzanotte, intorno alle 22:30 e non ha trovato tanti clienti: un’ora e mezzo dopo «c’era ancora pochissima gente». È intorno all’1 del primo gennaio, col brindisi oramai già passato, che il bar di Crans ha cominciato a riempirsi. Dentro ci sarà stato un centinaio di ragazzini (la capienza regolamentare è per 200 clienti).

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È degenerata ogni cosa, invece, quando le cameriere col volto mascherato hanno Caportato ai tavoli le bottiglie con gli splarkler, quelle dannate candeline mini-bengala tutte luci e scintille. Alcune sono salite sulle spalle dei colleghi. «È una cosa che non facevamo sempre. Non era la prima volta, però. Non l’ho mai impedito ma non l’ho neanche mai ordinato», ha specificato la donna ammettendo che la pratica c’era: «Non lasciamo mai che i clienti usino le candele. Quando si spengono, le mettiamo in un bicchiere d’acqua». È allora, tuttavia, che «all’improvviso ho percepito un movimento di folla e subito dopo ho visto una luce arancione nell’angolo del bar».  Era il soffitto che iniziava a prendere fuoco. Jessica ha aggiunto di aver ordinato l’evacuazione: «Ho urlato: “Fuori tutti!”. E ho chiamato i pompieri. Era l’1.28». A quel punto è stato allertato anche il marito: «C’è del fuoco al Constel, vieni subito!».

I Moretti hanno ammesso che nel loro locale possano essere entrati dei minorenni: «Facciamo il massimo per controllare, ma tra documenti falsi e situazioni che non conosco non è impossibile». «È il dramma della mia vita, non so come farò ad andare avanti», ha detto Jessica.

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