"Accordo raggiunto". Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha dichiarato, dopo i colloqui con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump a Davos, che i termini delle garanzie di sicurezza per l'Ucraina sono stati definiti. Rimane comunque irrisolta la questione cruciale del territorio nella guerra con la Russia. "Le garanzie di sicurezza sono pronte", ha dichiarato il leader ucraino, aggiungendo che "il documento deve essere firmato dalle parti, dai presidenti, e poi passerà ai parlamenti nazionali". Adesso "tutto ruota attorno alla parte orientale del nostro Paese. Tutto ruota attorno ai territori. Questo è il problema che non abbiamo ancora risolto", ha ribadito Zelensky in conferenza stampa.
Il faccia a faccia tra i due presidenti è durato poco più di un’ora ed è stato valutato positivamente da entrambe le parti. Zelensky ha parlato di un confronto "significativo". Trump, dal canto suo, ha confermato il buon esito dell’incontro, limitandosi però a un cauto: "Vediamo come va a finire". Ai giornalisti il tycoon ha poi ribadito il suo messaggio a Vladimir Putin: "Questa guerra deve finire". Secondo la Casa Bianca e l’ufficio presidenziale ucraino, però, non si è discusso dei confini dell’Ucraina. Gli inviati americani Steve Witkoff e Jared Kushner sono infatti attesi a Mosca per incontrare Putin, proprio nell’ambito dei contatti diplomatici promossi da Washington.
Trump, firma del Board of Peace a Davos: chi c'è sul palco con lui
"È una giornata entusiasmante, attesa da molto tempo. Molti Paesi hanno appena ricevuto l'invito e tutti...In ogni caso tra i passaggi più significativi del discorso di Zelensky l'annuncio del primo incontro trilaterale tra Usa, Russia e Ucraina. Un incontro previsto per il 23 e 24 gennaio negli Emirati Arabi Uniti. Un appuntamento che, nelle parole del leader ucraino, potrebbe segnare una svolta dopo quasi quattro anni di guerra. Anche Witkoff ha parlato di "notevoli progressi" nei negoziati e ha sostenuto che resterebbe "un solo punto da risolvere" tra le parti.




