L’Europa brucia, l’incendio l’hanno appiccato gli antifascisti. Quentin Deranque, 23enne attivista identitario francese e studente universitario di matematica, è stato brutalmente assassinato sull’asfalto di Lione giovedì sera da un commando di antifa. E mentre in Francia la sinistra cerca di allontanare le colpe leggasi il piagnisteo del leader di Lfi Mèlencon capace di asserire che «siamo noi gli aggrediti» - gli strascichi delle polemiche arrivano in Italia.
La sensibilità non è il fiore all’occhiello degli antagonisti e così nel giorno dell’omicidio di Quentin quelli del Mensa Occupata, collettivo di Napoli, hanno pubblicato sui propri social le foto di uno striscione “No allo scioglimento della Jeune Garde, free all antifas”, firmato con falce e martello- in cui solidarizzano con la Jeune Garde (movimento colpito da decreto governativo di scioglimento lo scorso giugno). Stiamo parlando del sodalizio indicato da più parti come quello dei possibili esecutori dell’assalto mortale, tra i quali sarebbe stato riconosciuto Jacques-Elie Favrot, assistente del deputato di Lfi Raphaël Arnault, fondatore di JG, che ieri si è dimesso dall’incarico. Circostanze da verificare, ma che mostrano una certa contiguità tra politica parlamentare ed extraparlamentari.
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«I gruppi “antifa” dovrebbero essere considerati organizzazioni terroristiche?». In poche ore il...Da Napoli a L’Aquila. Nel corso del consiglio comunale di ieri Fratelli d’Italia ha chiesto un minuto di silenzio per ricordare Quentin. Ma due esponenti della minoranza hanno abbandonato l’aula. Il loro gesto non è passato inosservato. «Prendiamo atto con rammarico», ha detto Leonardo Scimia, capogruppo di Fdi, «che i consiglieri Lorenzo Rotellini e Simona Giannangeli hanno scelto di non partecipare. È una decisione politicamente significativa da parte dei consiglieri di Avs e L’Aquila coraggiosa». Claudia Pagliariccio, anch’essa del partito della Meloni, ha fatto notare come «durante la discussione si è cercato di minimizzare l’accaduto. Le parole di condanna della violenza, se non seguite da comportamenti rispettosi, perdono ogni valore».
Attento osservatore delle questioni francesi è Vincenzo Sofo, che evidenzia come «l’assassinio di Quentin riguarda anche l’Italia, perché quella degli antifa è una rete internazionale che ha evidentemente deciso di alzare il livello dello scontro». L’ex europarlamentare collega i fatti di Lione a Torino. «Lì gli antifascisti italiani hanno dimostrato di voler importare quello che i loro omologhi fanno in Francia. Non è un caso perché sia in Italia sia in Francia tra un anno e mezzo ci saranno le elezioni politiche con la destra data probabile vincente».
Una strategia pianificata? «Certo una strategia che ci riguarda da vicino. In Francia c’è una convergenza tra militanti antifa e “racailles” delle banlieue, ovvero i maranza. Loro per l’estrema sinistra costituiscono la riserva di manovalanza atta a fomentare il disordine». Lo stesso Sofo pone l’accento sul “messaggio” lanciato sabato da parte del Partito dei Carc alla sede modenese di Fratelli d’Italia. «Cacciare il governo della repressione e della guerra scrivono i Carc in una nota- e costruire un Governo partigiano della Palestina e della Costituzione del 1948. Con la sua azione repressiva è lo stesso Governo Meloni ad aver indicato il Fronte di forze che può seppellirlo».
Dello stesso tono le parole del vicepresidente della Camera dei Deputati, Fabio Rampelli, che collega le reti antifa con l’aggressione che hanno subito i militanti di Gioventù Nazionale lo scorso 6 gennaio, alla vigilia della commemorazione di Acca Larenzia. «Ci viene il dubbio», dice, «che la recrudescenza della violenza politica sia rafforzata da agenti esterni in una sorta di squallida internazionale eversiva dell’antifascismo militante». Il capo delegazione di Fdi al parlamento europeo, Carlo Fidanza, si è espresso contro le «indecenti parole del leader dell’estrema sinistra francese Mélenchon, che ha sostanzialmente giustificato il brutale assassinio di Quentin». Inoltre ha chiesto a Conte e Fratoianni, «i cui parlamentari europei siedono negli stessi banchi di Lfi nel gruppo The Left», di prendere «le distanze da questo vile omicidio e dalle vergognose dichiarazioni di Mélenchon». L’Europa esplode e gli antifascisti brindano a benzina.




