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Jeffrey Epstein e il "manuale per schiava del sesso": orrore a Palm Beach

mercoledì 25 febbraio 2026
Jeffrey Epstein e il "manuale per schiava del sesso": orrore a Palm Beach

2' di lettura

Svelato il contenuto del deposito segreto di Jeffrey Epstein, almeno secondo quanto rivela il Telegraph: nel magazzino di Palm Beach ci sarebbe tutto il materiale rimosso dalla villa prima della perquisizione del 2005. E tra i materiali, spunterebbero anche dei "manuali per schiave del sesso".

Il quotidiano britannico riferisce dell’esistenza di un inventario dettagliato relativo a uno spazio affittato tramite l’agenzia Riley Kiraly. Nell’elenco compaiono tre computer, 29 rubriche, un elenco di massaggiatrici in Florida, fotografie di donne nude ritenute vittime, riviste pornografiche, cassette e dvd che sessualizzavano adolescenti, oltre a una videocassetta con immagini sessuali.

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Nel 2005, prima che la polizia eseguisse una perquisizione nella sua residenza di Palm Beach, Epstein avrebbe incaricato investigatori privati di svuotare parte dell’abitazione. A confermarlo fu l’allora capo della polizia locale coinvolto nelle indagini, Michael Reiter, secondo cui "il posto era stato ripulito". L’inventario del deposito farebbe emergere per la prima volta cosa l’ex finanziere non volesse finisse sotto sequestro nell’ambito dell’inchiesta per reati sessuali su minori.

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Tra gli oggetti conservati figurerebbero due manuali di addestramento per schiave del sesso, sex toys, lingerie, oltre 2 mila dollari in contanti, un porto d’armi illegale e una tessera di Harvard. Copie degli hard disk custoditi nel magazzino sarebbero poi state ritrovate nella casa di New York dopo l’arresto del 2019, anno in cui Epstein, già condannato per abusi sessuali e traffico di minori, morì in carcere. I computer originali, però, non sarebbero mai stati recuperati e gli investigatori sospettano che fosse stato avvertito del blitz. Alcune email mostrerebbero inoltre come avesse ordinato più volte al suo staff e ai detective privati di cancellare computer e distruggere nastri negli anni precedenti l’arresto.

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