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Iran, Gilles Kepel: "La fase Hiroshima si avvicina", l'ombra del dramma nucleare

di Roberto Tortoramartedì 24 marzo 2026
Iran, Gilles Kepel: "La fase Hiroshima si avvicina", l'ombra del dramma nucleare

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Altro che guerra lampo. Siamo sull’orlo di qualcosa che assomiglia pericolosamente all’abisso nucleare. A dirlo, in un’intervista concessa a La Stampa, è l’islamologo Gilles Kepel, politologo e arabista francese, professore alla PSL (Università di Parigi - Scienze e Lettere). “Fare un pronostico è ancora difficile”, avverte. Ma il punto è un altro: “siamo al parossismo”, una crisi acuta giunta al culmine, con attacchi incrociati su Natanz e Dimona e un rischio escalation che sfugge di mano. Nessuno ha più il pieno controllo, nemmeno Donald Trump, che “non può più uscire dal conflitto dichiarando di aver messo a tappeto la repubblica islamica”, perché la risposta iraniana “era ed è potente”. 

Altro che regime in ginocchio. Kepel spiega: “Il regime si era evidentemente preparato e lo ha fatto con le armi del povero”,  cioè droni da poche decine di migliaia di dollari, capaci però di mettere in crisi sistemi miliardari. È la “guerra orizzontale”: colpisci ovunque, destabilizzi tutti. E infatti il Golfo è ostaggio, mentre Israele è costretto a guardarsi anche a nord. Una guerra che, secondo l’analista francese, ha un marchio preciso: “È una guerra di Israele”. E qui iniziano i guai seri per Benjamin Netanyahu e per lo stesso Trump. Negli Stati Uniti cresce un “mood” pericoloso, tra isolazionismo e rigurgiti ideologici, mentre i sondaggi inchiodano la Casa Bianca. Intanto, il conflitto si allarga e si complica.

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“Se non è ancora un vicolo cieco, è un vicolo molto buio”, dice Kepel. E poi quella frase che gela: “La prospettiva di Hiroshima si avvicina”. Perché, invece, non sono ancora comparsi gli houthi, la longa manus di Teheran nel mar Rosso? Kepel spiega: “Ritengo che per ora non serva il loro apporto, la crisi di Hormuz è più che sufficiente e bloccare anche lo stretto di Bab el-Mandeb, ossia il mar Rosso, vorrebbe dire alienarsi il resto del mondo che ancora resta neutrale. Ma è una risorsa supplementare per aprire un nuovo fronte se necessario”. La domanda resta sospesa: Israele userà l’atomica o sarà l’Iran a colpire ancora Dimona? Nel frattempo, l’Europa resta defilata, il Golfo trema e Russia e Cina osservano.

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