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Iran, la guerra nel Golfo. Trump: "Aprite lo stretto di Hormuz o scateno l'inferno"

domenica 5 aprile 2026
Iran, la guerra nel Golfo. Trump: "Aprite lo stretto di Hormuz o scateno l'inferno"

4' di lettura

Sono passati 37 giorni dall'inizio della guerra in Iran. Donald Trump ha lanciato un ultimatum alle forze irachene: "O si arriva a un accordo, o devasto tutto". Intanto è stato tratto in salvo il secondo pilota disperso dopo che due aerei americani sono stati attaccati. Nella notte milizie filo-iraniane hanno sferrato due attacchi contro siti diplomatici statunitensi in Iraq "con l'obiettivo di uccidere diplomatici americani". Domenica, per far fronte all'emergenza carburante, l'Opec ha approvato l'aumento della produzione di greggio. Qui di seguito le principali notizie della giornata:

Colpito da attacco Usa-Israele aeroporto Ahvaz Shahid Soleimani
L'Iran afferma che è stato colpito l'aeroporto Ahvaz Shahid Soleimani. La televisione di stato iraniana Irib ha citato un funzionario della sicurezza secondo il quale, finora, non si sono registrate vittime in seguito all'attacco statunitense-israeliano. 

Domani conferenza stampa su salvataggio piloti
Il presidente americano Donald Trump ha confermato su Truth che domani, alle 13 locali (le 19 in Italia), terra' una conferenza stampa, insieme ai vertici militari dedicata alla missione che ha portato al salvataggio dell'equipaggio di due militari del caccia abbattuto venerdì in Iran.

Idf, colpiti a Beirut centri comando Hezbollah
Le Forze di Difesa Israeliane (IDF) affermano di aver colpito i centri di comando di Hezbollah a Beirut e diverse stazioni di servizio di proprieta' del gruppo terroristico in altre zone del Libano. Il quartier generale di Hezbollah nella periferia meridionale di Beirut è stato preso di mira oggi, in seguito a nuovi avvisi di evacuazione per la zona. 

Ucciso Masoud Zare
Il comandante dell'accademia di difesa aerea dell'esercito iraniano, è stato ucciso in attacchi congiunti tra Stati Uniti e Israele a Shahin Shahr, nell'Iran centrale. Lo riportano i media iraniani.

L'Opec+ ha deciso un aumento della produzione di 206.000 barili al giorno
Gli otto principali Paesi produttori di petrolio hanno concordato un aumento delle quote di produzione di 206.000 barili al giorno a partire da maggio, secondo una fonte informata sui fatti. Lo riferiscono, tra gli altri, Bloomberg e Interfax citando fonti dell'Opec+. Secondo quanto era già trapelato prima dell'incontro, l'aumento deciso rischia di restare sulla carta visto che con la guerra in Iran e il blocco dello Stretto di Hormuz si sono interrotte le esportazioni di Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Kuwait e Iraq: gli unici che potrebbero aumentare in maniera importante l'output.

Pechino vuole collaborare con Mosca per una de-escalation in Medio Oriente
Il ministro degli Esteri cinese Wang Yi ha detto oggi al suo omologo russo Sergey Lavrov di voler collaborare con lui per una "de-escalation" della guerra in Medio Oriente, secondo quanto riportato dai media statali cinesi. Durante una telefonata avviata da Lavrov, Wang Yi gli ha detto che "Cina e Russia devono far rispettare l'equità sulle principali questioni di principio". 

Emirati, aderiamo a qualsiasi iniziativa Usa per Hormuz
Gli Emirati Arabi Uniti sono pronti a unirsi a qualsiasi iniziativa internazionale guidata dagli Stati Uniti per garantire la sicurezza della navigazione nello Stretto di Hormuz, attualmente bloccato dall'Iran. Lo ha dichiarato il consigliere presidenziale Anwar Gargash. Gargash ha inoltre affermato che la strategia iraniana finira' per "consolidare il ruolo degli Stati Uniti" nella regione e rendere "più preponderante" anche l'influenza di Israele. 

Trump: accordo o facciamo saltare tutto
"Se non fanno un accordo in fretta, sto valutando di far saltare tutto in aria e prendere il controllo del petrolio". Lo ha detto il presidente americano Donald Trump, secondo quanto riferito da Fox News, a cui ha anticipato: "Vedrete ponti e centrali elettriche crollare ovunque".

Netanyahu si congratula con gli Usa per il salvataggio del pilota
"Mi congratulo con Donald Trump per il salvataggio di un coraggioso pilota statunitense da parte dei valorosi soldati Usa. Tutti gli israeliani gioiscono per questa straordinaria operazione. Dimostra che quando le società libere agiscono con coraggio e determinazione, possono sconfiggere le forze dell'oscurità e del terrore". Così il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, in un post su X. "Questa operazione rafforza un principio sacro: nessuno viene lasciato indietro. Come persona che è stata ferita in una missione simile, e che ha perso suo fratello nel salvataggio di Entebbe, so quanto coraggiosa sia stata questa decisione. Caro amico, ancora una volta la tua leadership ha portato una grande vittoria all'America. Ti rendo omaggio. Tutti noi lo facciamo", aggiunge Netanyahu. 

Trump: pilota salvato è gravemente ferito
"Abbiamo salvato il membro dell'equipaggio/ufficiale dell'F-15, gravemente ferito e davvero coraggioso, dalle profondità delle montagne dell'Iran. L'esercito iraniano lo stava cercando con insistenza, in gran numero, e si stava avvicinando. È un colonnello molto rispettato". Lo scrive il presidente americano Donald Trump sul suo social Truth. 

Trump: aprite lo stretto
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Martedì in Iran sarà il 'Giorno delle centrali elettriche' e il 'Giorno dei ponti', tutto in uno. Non c'è mai stato niente di simile!!!". Lo ha ribadito il presidente americano Donald Trump in un post su Truth Social, ricordando l'ultimatum a Teheran affinché trovi un accordo con gli Usa entro le 18 di martedì (le 2 di notte italiane), o "si scatenerà l'inferno". "Aprite quel fo***to Stretto, pazzi bas***di, o finirete all'inferno - vedrete! Sia lodato Allah", ha concluso.