Al via i negoziati tra Iran e Stati Uniti. Teheran chiede a Israele di interrompere i raid sul Libano prima di sedersi al tavolo per negoziare. Una condizione che potrebbe far saltare il banco. A questo punto bisognerà attendere la giornata di sabato per capire se le trattative decolleranno. Di seguito le principali notizie di oggi sulla guerra nel Golfo:
Trump: “Gli iraniani non hanno alcuna carta da giocare, devono negoziare” - "Gli iraniani non sembrano rendersi conto di non avere alcuna carta da giocare, se non l'estorsione a breve termine ai danni del mondo attraverso l'uso delle vie d'acqua internazionali. L'unica ragione per cui sono ancora in vita, oggi, è negoziare!". Lo scrive Donald Trump su Truth.
Il premier del Pakistan: “Domani colloqui con Usa, fase cruciale” - Le delegazioni statunitense e iraniana terranno colloqui domani a Islamabad. Lo ha confermato il primo ministro del Pakistan, Shehbaz Sharif, durante un discorso al Paese trasmessa in diretta televisiva. "Questa fase dei colloqui tra Stati Uniti e Iran è cruciale per il raggiungimento di un cessate il fuoco duraturo", ha aggiunto. Ospitare i negoziati tra Stati Uniti e Iran è "un momento di orgoglio non solo per il Pakistan, ma per l'intero mondo musulmano", ha proseguito Sharif, che ha ringraziato le leadership di Teheran e Washington per aver accettato la sua proposta. Il premier ha quindi evidenziato come, in una fase particolarmente delicata, la leadership pakistana sia riuscita a convincere entrambe le parti ad accettare una tregua "con grande cautela, ma anche con fermezza". Ha quindi ringraziato il ministro degli Esteri, Ishaq Dar, per il lavoro svolto "giorno e notte", così come il capo delle forze armate, Asim Munir, i cui sforzi "instancabili" hanno contribuito a favorire il dialogo.
Ghalibaf: “Stop attacchi al Libano e sblocco asset iraniani prima avvio negoziati” - "Due delle misure concordate reciprocamente tra le parti devono essere ancora attuate: un cessate il fuoco in Libano e il rilascio degli asset iraniani bloccati prima dell'inizio dei negoziati. Queste due questioni devono essere soddisfatte prima che i negoziati inizino". Lo scrive sui social il presidente del parlamento iraniano MB Ghalibaf, che insieme al ministro Araghchi guiderà la delegazione iraniana ai colloqui con gli Usa.
Trump avverte l'Iran: “Nuovi attacchi se non si arriva a un accordo” - Alla vigilia dei negoziati in Pakistan Donald Trump ha avvertito l'Iran checi saranno attacchi ancora più intensi se non si troverà un accordo. intensità ancora maggiore, affermando . "Stiamo caricando le navi con le migliori munizioni e le migliori armi mai realizzate, persino migliori di quelle che abbiamo impiegato in precedenza, con le quali li abbiamo fatti a pezzi", ha detto il presidente in un'intervista al New York Post.
Netanyahu avverte la Spagna - I Paesi che "muovono guerra diplomatica" a Israele ne pagheranno "il prezzo immediato". L'avvertimento arriva dal premier israeliano Benjamin Netanyahu - riferisce il Times of Israel - dopo che Israele ha espulso la Spagna dal Centro di coordinamento civile-militare di Kiryat Gat. Il CMCC supervisiona il cessate il fuoco nella Striscia di Gaza. La Spagna aveva una presenza permanente presso il quartier generale, ha riferito un funzionario israeliano al Times of Israel. "Israele non resterà in silenzio di fronte a chi ci attacca", ha affermato in una dichiarazione video il premier. "La Spagna ha diffamato i nostri eroi, i soldati dell'IDF, i soldati dell'esercito più morale del mondo", ha proseguito Netanyahu.
Trump: "Il più potente reset del mondo" - "Il più potente reset del mondo". È quello che ha scritto in un post su Truth social Donald Trump, presumibilmente in un riferimento ai colloqui di domani in Pakistan con l'Iran e mentre la prossima settimana dovrebbero essere avviati i negoziati tra Israele e Libano.
Media "colloqui messi a rischio da attacchi israeliani" - Gli attacchi israeliani sul Libano hanno messo a repentaglio i colloqui di Islamabad sulla tregua nel Golfo e sono la ragione per cui Teheran ha rinviato piu' volte la partenza della delegazione iraniana ai negoziati. Lo ha detto una fonte di alto livello della sicurezza iraniana a Press TV, secondo cui e' stato "a causa dell'insistenza e delle pressioni dell'Iran che il governo di Benjamin Netanyahu e' stato costretto a interrompere gli attacchi su Beirut". "Qualora il regime violasse tale condizione e attaccasse nuovamente Beirut, i negoziati verrebbero interrotti" ha aggiunto la fonte.
Vance avverte l'Iran, 'non prendeteci in giro' ai negoziati - Jd Vance ha avvertito l'Iran di non "prendere in giro" gli Stati Uniti ai negoziati prima di partire per il Pakistan. "Se vogliono giocare, sappiano che noi non ci staremo", ha detto il vice presidente americano.
Starmer-Trump, "opzioni militari per riaprire Hormuz" - Il primo ministro britannico Keir Starmer ha avuto un colloquio telefonico con il presidente americano Donald Trump, con il quale ha discusso di "un piano pratico" per riaprire lo Stretto di Hormuz, considerando anche "opzioni militari". Lo rende noto Downing Street spiegando che Strarmer e Trump hanno discusso dell'attuale cessate il fuoco, nonché della necessità di "un piano pratico per consentire la navigazione" attraverso lo Stretto di Hormuz. Il primo ministro britannico ha riconosciuto che l'attuale cessate il fuoco è "fragile" e, parlando dal Qatar, ha detto che "non ci possono essere pedaggi o restrizioni alla navigazione" attraverso lo Stretto di Hormuz che "deve essere parte della soluzione". "Ieri sera ho avuto un colloquio con il presidente Trump e gli ho illustrato il punto di vista della regione", ha detto al termine di una missione di tre giorni che lo ha portato in Arabia Saudita, negli Emirati Arabi Uniti, in Bahrein e in Qatar. "Questi Stati del Golfo sono vicini dell'Iran e per questo vanno coinvolti affinché il cessate il fuoco regga", ha detto Starmer. "Hanno posizioni molto decise sullo Stretto di Hormuz", ha aggiunto.
L'Ue, "bene la tregua. Ora una strategia di pace per tutto il Medioriente" - "È giunto il momento di elaborare una strategia globale per una pace duratura in tutto il Medio Oriente. L'Unione europea contribuirà a tutti gli sforzi diplomatici in tal senso, tenendo conto di tutti i suoi interessi e preoccupazioni, in coordinamento con i partner". Lo afferma l'Alta rappresentante Ue per la politica estera Kaja Kallas, a nome dell'Ue, in una dichiarazione. "L'Ue accoglie con favore il cessate il fuoco concordato tra Stati Uniti e Iran. Lodiamo il Pakistan e gli altri partner regionali per la loro mediazione, che ha contribuito a questo risultato positivo. Esortiamo tutte le parti coinvolte a rispettare pienamente il cessate il fuoco in tutta la regione, a cessare tutte le operazioni militari e a garantire pienamente la libertà di navigazione, nonché il libero e sicuro passaggio attraverso lo Stretto di Hormuz, in conformità con il diritto internazionale, come sancito dalla Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare (UNCLOS)", aggiunge la capa della diplomazia Ue. I 27 chiedono "inoltre un'urgente cessazione delle ostilità in Libano, che causano gravi perdite tra i civili. Tutte le parti devono rispettare il diritto internazionale umanitario e proteggere i civili e le infrastrutture civili, i caschi blu delle Nazioni Unite e il personale umanitario. La diplomazia è fondamentale per risolvere tutte le questioni in sospeso. Le parti dovrebbero continuare a impegnarsi in buona fede per raggiungere un accordo sostenibile su tutte le aree di interesse".
Hormuz, la Spagna non parteciperà a una eventuale missione Nato nello Stretto - Il ministro degli Esteri spagnolo, Josè Manuel Albares, ha ribadito il rifiuto della Spagna a partecipare a un'eventuale missione della Nato volta a garantire il transito delle navi nello Stretto di Hormuz. Albares ha rilasciato queste dichiarazioni ai media dopo che il segretario generale della Nato, Mark Rutte, ha proposto che l'Alleanza abbia "un ruolo" a Hormuz, come desidera il presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Il ministro spagnolo ha detto che Rutte "non ha informato ne' consultato" gli alleati in merito a una partecipazione, ma ha insistito che, in ogni caso, la Nato "non ha alcuna partecipazione" nella guerra in Iran. "Il Medio Oriente non rientra nel raggio d'azione della Nato e pertanto la Nato non parteciperà a questa guerra", ha sottolineato il capo della diplomazia spagnola.
Libano, il capo dell'IDF nel Sud: "Continuiamo a combattere" - "Le Forze di difesa israeliane (Idf) sono in stato di guerra. Non c'è il cessate il fuoco, continuiamo a combattere qui in questo settore, questo è il nostro principale settore di combattimento". Lo ha dichiarato il capo di stato maggiore delle Idf, generale Eyal Zamir, parlando ieri con i comandanti sul campo alla periferia della città meridionale libanese di Bint Jbeil, in un video diffuso oggi dall'esercito. I combattimenti contro il gruppo armato libanese Hezbollah, proxy dell'Iran, in Libano rappresentano la "principale zona di combattimento" dell'esercito, ha aggiunto Zamir. Quanto all'Iran "siamo in cessate il fuoco e possiamo tornare a combattere lì in qualsiasi momento, e con grande forza", ha proseguito, concludendo: "Siamo ovunque. Così come siamo a Gaza, così come siamo in Siria, siamo presenti anche qui in Libano". Sebbene il governo di Benjamin Netanyahu abbia annunciato ieri l'apertura ai colloqui diretti con il Libano, sul campo proseguono gli scontri e il lancio di razzi verso Israele.
Iran, arrestati 7 agenti nella provincia di Semnan - Le autorità iraniane hanno annunciato l'arresto di sette persone nella provincia di Semnan, nel nord del Paese, accusate di essere collegate a servizi di intelligence stranieri e di aver svolto attività di spionaggio e sabotaggio. Secondo quanto riportato dai media statali e dal Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC), gli arrestati avrebbero ricevuto addestramento per compiere atti di sabotaggio, individuare siti militari sensibili, provocare incendi e diffondere slogan contro il regime. Le accuse includono collegamenti con reti ostili, tra cui presumibilmente intelligence israeliana e americana, in un contesto di forte tensione regionale. In parallelo, fonti mediatiche iraniane riferiscono di un'intensa attività di droni ostili registrata nelle ultime ore nei cieli di Teheran, del complesso militare di Parchin, di Tabriz e in altre città del Paese. Le forze di difesa aerea iraniane sarebbero in stato di allerta per intercettare possibili incursioni.
Kuwait accusa Teheran e proxies, "Ci hanno attaccati con droni" - Il Kuwait ha accusato l'Iran e i suoi alleati di aver lanciato giovedì attacchi con droni contro il Paese nonostante il cessate il fuoco di due settimane nella guerra in Iran. La dichiarazione del ministero degli Esteri del Kuwait, diffusa dall'agenzia di stampa statale Kuna, esercita nuova pressione sul cessate il fuoco in vista dei colloqui previsti per sabato fra Stati Uniti e Iran a Islamabad, la capitale del Pakistan. Il ministero degli Esteri del Kuwait ha affermato che gli attacchi con droni giovedì sera "hanno preso di mira alcune strutture vitali del Kuwait". Intanto l'Arabia Saudita ha fatto sapere che dei recenti attacchi hanno danneggiato un oleodotto chiave nel regno; la comunicazione è giunta dall'agenzia di stampa di Stato saudita Saudi Press Agency, che citando un funzionario anonimo ha confermato un recente attacco nel corso durante la guerra ha danneggiato il suo cruciale oleodotto est-ovest. Si tratta di un oleodotto trasporta il petrolio verso il Mar Rosso ed evita lo Stretto di Hormuz, sul quale l'Iran mantiene una stretta morsa nonostante la tregua nei combattimenti.
Morto l'ex ministro iraniano Kharazi - L'ex ministro degli Esteri iraniano Kamal Kharazi è morto ieri a causa delle ferite riportate negli attacchi missilistici statunitensi-israeliani del 1° aprile, secondo quanto riportato dai media iraniani e israeliani. Kharazi, 81 anni, era a capo del Consiglio Strategico per le Relazioni Internazionali, parte del Ministero degli Esteri. Il diplomatico di lungo corso, "rimasto ferito in un attacco terroristico perpetrato dal nemico americano-sionista pochi giorni fa, è morto da martire questa sera", riportano le agenzie Mehr e Isna su Telegram, riprese anche dal Times of Israel. Sua moglie è rimasta uccisa nell'attacco alla loro casa a Teheran, secondo quanto riportato dai media all'epoca. Kharazi è stato inviato iraniano alle Nazioni Unite a New York e successivamente ministro degli Esteri dal 1997 al 2005, sotto la presidenza riformista di Mohammad Khatami.
WSJ, "La Casa Bianca ai dipendenti: niente scommesse sulla sicurezza" - La Casa Bianca ha avvertito i propri dipendenti di non sfruttare la propria posizione per scommettere sugli sviluppi della guerra con l'Iran. Lo ha riportato il Wall Street Journal, che cita fonti a conoscenza dei fatti. Secondo alcune indiscrezioni, la Casa Bianca ha inviato una e-mail ai suoi dipendenti avvertendoli di non abusare della propria posizione per effettuare operazioni di insider trading e contratti futures. L'e-mail di avvertimento a tutto il personale della Casa Bianca sarebbe stata inoltrata il 24 marzo, poco dopo che il presidente Donald Trump aveva dato l'annuncio di un'improvvisa sospensione degli attacchi contro l'Iran. Tale mossa è stata preceduta da un'insolita attività sui mercati finanziari: secondo il Wsj, circa 15 minuti prima dell'annuncio di Trump, sono stati chiusi contratti futures sul petrolio per un valore superiore a 760 milioni di dollari. E' stato inoltre riportato che di recente tre conti di Polymarket hanno guadagnato più di 600mila dollari scommettendo correttamente sulla tempistica del cessate il fuoco. Il Wsj ha evidenziato come le ingenti operazioni e scommesse, effettuate al momento giusto e legate agli sviluppi del conflitto - incluse le scommesse redditizie sui tempi di un cessate il fuoco - abbiano attirato l'attenzione e sollevato preoccupazioni circa il potenziale uso improprio di informazioni riservate. Seppur in assenza di prove che i funzionari abbiano agito sulla base di informazioni privilegiate, l'avvertimento della Casa Bianca è stato presentato come un promemoria delle norme etiche vigenti che vietano ai dipendenti pubblici di utilizzare informazioni riservate per ottenere vantaggi finanziari personali. I democratici hanno chiesto una regolamentazione più rigorosa dei mercati delle previsioni, sostenendo che potrebbero incentivare le fughe di notizie o consentire a singoli individui di trarre profitto da decisioni sensibili in materia di sicurezza nazionale.




