Un punto fermo: è tregua tra Israele e Libano. L'annuncio di Trump e l'ok di Netanyahu aprono una strada verso la tregua totale anche in Iran. Ed è stato proprio il presidente degli Stati Uniti ad affacciare l'ipotesi che un rinnovo del cessate il fuoco con Teheran potrebbe non essere più necessario perché "l'accordo di pace sarebbe molto vicino". Qui di seguito la diretta della giornata
Trump: "L'Iran consegnerà l'uranio"
Teheran ha acconsentito a consegnare la "polvere nucleare" in suo possesso e sospenderà l'arricchimento dell'uranio per un periodo indefinito di tempo. Lo ha detto Donald Trump, parlando con i giornalisti alla Casa Bianca. "L'Iran vuole raggiungere un accordo e stiamo trattando con loro in modo molto positivo. Dobbiamo garantire che non vi siano armi nucleari... questo è un fattore determinante" e " "oggi sono disposti a fare cose che non erano disposti a fare due mesi fa", ha detto il presidente, per il quale "sembra molto probabile che raggiungeremo un accordo con l'Iran, e sarà un buon accordo. Sarà un accordo che escluderà la presenza di armi nucleari". Secondo quanto affermato dal presidente Usa, Teheran "ha accettato di restituirci quella polvere nucleare che si trova in profondità nel sottosuolo a seguito dell'attacco che abbiamo condotto con i bombardieri B-2". Il riferimento è probabilmente ai 450 kg di uranio arricchito in possesso dell'Iran. Il presidente ha anche affermato che i prossimi negoziati in presenza si svolgeranno "probabilmente" nel fine settimana. Quanto alla richiesta Usa di una sospensione da parte iraniana dell'arricchimento dell'uranio per un periodo di 20 anni, il presidente ha risposto: "Abbiamo una dichiarazione, una dichiarazione molto forte, secondo cui non possiederanno armi nucleari... e questo vale anche oltre i 20 anni; non esiste alcun limite temporale di 20 anni", ha detto prima di partire dalla Casa Bianca per recarsi a Las Vegas.
Trump: "Accordo vicino con l'Iran"
"Siamo molto vicini a un accordo" con l'Iran. Lo ha detto Donald Trump, parlando con i giornalisti alla Casa Bianca. "Abbiamo un buon rapporto con l'Iran", ha aggiunto il presidente, affermando che l'Iran "ha acconsentito a quasi tutto". Trump ha poi sottolineato l'efficacia del blocco navale Usa dello Stretto di Hormuz. "Il blocco è più potente delle bombe", ha detto Trump. "Stiamo ottenendo ottimi risultati a tale riguardo, per quanto concerne l'intera situazione relativa all'Iran. Il blocco è straordinario. Sta reggendo con grande fermezza e potenza. E credo che stiamo compiendo notevoli progressi in tal senso", ha dichiarato il presidente ai giornalisti, prima di partire per Las Vegas.
Il cessate il fuoco include Hezbollah
Il cessate il fuoco in Libano "includera' Hezbollah, penso che Hezbollah rispettera' il cessate il fuoco". Lo ha detto il presidente degli Stati Uniti Donald Trump parlando con i giornalisti fuori dalla Casa Bianca. "Ho avuto un ottimo colloquio con Bibi Netanyahu e il presidente libanese Aoun, si incontreranno alla Casa Bianca", ha aggiunto Trump.
Netanyahu ha accettato il cessate il fuoco su richiesta di Trump
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha dichiarato ai ministri del gabinetto di sicurezza di aver accettato un cessate il fuoco con il Libano su richiesta del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, respingendo le richieste di un voto ufficiale sulla questione. "Quando il più grande amico di Israele, il presidente Trump, agisce al nostro fianco in stretta coordinazione, Israele coopera con lui", avrebbe detto Netanyahu secondo quanto riportato da Ynet. Il premier ha inoltre detto ai ministri che l'Idf rimarrà posizionato nei “punti strategici” attualmente occupati durante il cessate il fuoco di 10 giorni, che inizia questa sera. Le dichiarazioni arrivano dopo che si è diffusa la notizia che i ministri avrebbero espresso rabbia nell’apprendere del cessate il fuoco dai media, invece di approvarlo tramite una decisione formale del gabinetto. Netanyahu, secondo i media ebraici, avrebbe promesso una discussione del gabinetto di sicurezza sulla questione in una fase successiva.
Trump: "Inviterò Aoun e Netanyahu alla Casa Bianca per colloqui pace"
Donald Trump ha annunciato che inviterà i leader di Israele e del Libano alla Casa Bianca per colloqui di pace, poco dopo aver annunciato un cessate il fuoco temporaneo tra i due Paesi. "Inviterò il Primo Ministro di Israele, Bibi Netanyahu, e il Presidente del Libano, Joseph Aoun, alla Casa Bianca per i primi colloqui significativi tra Israele e Libano dal 1983", ha scritto il presidente su Truth, aggiungendo che "entrambe le parti desiderano la pace, e credo che ciò accadrà, e in fretta!".
Trump: "Fra Israele e Libano da stasera cessate il fuoco di 10 giorni"
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha parlato oggi con il presidente libanese Joseph Aoun e il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e ha annunciato che "i due leader hanno concordato che, al fine di raggiungere la pace tra i loro Paesi, daranno formalmente inizio a un cessate il fuoco di 10 giorni alle 17.00 EST (le 23 italiane, ndr). Martedì, i due Paesi si sono incontrati per la prima volta in 34 anni qui a Washington, D.C., con il nostro grande Segretario di Stato, Marco Rubio. Ho incaricato il vicepresidente JD Vance e il Segretario di Stato Rubio, insieme al presidente del Comitato dei capi di Stato Maggiore, Dan Razin' Caine, di collaborare con Israele e il Libano per raggiungere una pac4e duratura. È stato un onore per me risolvere 9 guerre in tutto il mondo, e questa sarà la mia decima, quindi diamoci da fare e portiamo a termine questa opera". Lo scrive il presidente Usa su Truth.
14 navi hanno invertito la rotta per conformarsi al blocco navale imposto da Stati Uniti
Quattordici navi hanno invertito la rotta per conformarsi al blocco imposto dagli Stati Uniti sui porti e sulle aree costiere iraniane. La notizia arriva dal Comando centrale degli Stati Uniti, che supervisiona le forze statunitensi in Medio Oriente. Secondo quanto riferito da funzionari statunitensi al "Wall Street Journal", nessuna nave finora ha violato il blocco nelle 72 ore dall'inizio dell'operazione da parte degli Stati Uniti, avvenuto lunedì. Il generale Caine, presidente del Joint Chiefs of Staff, ha tenuto a precisare che l'azione degli Stati Uniti "è un blocco dei porti e della costa dell'Iran, non un blocco dello Stretto di Hormuz".
Iran, generale Caine: Usa pronti a riprendere la guerra
"Vorrei sottolineare, durante questa tregua, che le forze congiunte degli Stati Uniti restano pronte e schierate per riprendere le operazioni di combattimento su larga scala". Lo ha detto il generale Dan Caine, capo di stato maggiore congiunto degli Usa, in conferenza stampa al Pentagono.
Libano, Israele distrugge ponte strategico di Qasmiyeh tra Tiro e Sidone
L’Agenzia Nazionale di Notizie del Libano (NNA) riferisce che l’esercito israeliano ha distrutto un ponte strategico nel sud del Libano: "Aerei nemici hanno effettuato due attacchi consecutivi sul ponte di Qasmiyeh, l’ultimo ponte rimasto tra le regioni di Tiro e Sidone, distruggendolo completamente".
Iran, Hegseth: Possiamo tornare a combattere, regime scelga con saggezza
"L'esercito statunitense è passato senza soluzione di continuità dalle principali operazioni di combattimento a un blocco di livello mondiale. Possiamo compiere nuovamente quella transizione molto rapidamente e con ancora più forza che mai - lo ha detto il segretario alla Difesa Usa Pete Hegseth in conferenza stampa al Pentagono -. Su indicazione del presidente Trump il Dipartimento della Difesa farà in modo che l'Iran non disponga mai di un'arma nucleare. Mai. Preferiremmo farlo con le buone, attraverso un accordo guidato dal nostro grande vicepresidente e dal team di negoziatori, oppure potremmo farlo con la forza. Esortiamo questo nuovo regime a scegliere con saggezza".
Iran, il blackout totale continua da 48 giorni: sono 1.128 ore complessive
Il blackout quasi totale di Internet in Iran, secondo l’osservatorio NetBlocks, è tuttora in corso ed è arrivato al 48° giorno, pari a 1128 ore complessive. Le restrizioni erano state introdotte dopo la ripresa delle proteste nel Paese, all’inizio di gennaio, e si sono ulteriormente inasprite in seguito all’avvio del conflitto tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran, alla fine di febbraio.
Hormuz: allerta "critica" per traffico marittimo, blocco Usa su Iran resta in vigore
Il livello di minaccia marittima nello Stretto di Hormuz è classificato come "critico", in un contesto segnato dal blocco navale statunitense sulle coste iraniane, in vigore dal 13 aprile, e dalle minacce di Teheran sulla sicurezza della navigazione nello Stretto. Lo riferisce oggi in una nota il Joint Maritime Information Center (Jmic), organismo di coordinamento che fornisce aggiornamenti operativi agli operatori del trasporto marittimo nelle aree ad alto rischio. Secondo il documento, le navi in transito nel Golfo Persico, nello Stretto di Hormuz e nel Golfo di Oman devono prepararsi a un aumento della presenza militare, a misure di sicurezza rafforzate e a possibili ulteriori congestioni nelle aree di ancoraggio.
Capo Esercito pachistano Munir incontra Ghalibaf a Teheran
Il capo delle Forze di difesa e capo di Stato maggiore dell'Esercito pachistano, feldmaresciallo Asim Munir, ha incontrato oggi a Teheran il presidente del Parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf, figura di primo piano dell'ala conservatrice ed emerso come principale interlocutore iraniano nei negoziati con gli Stati Uniti, nel quadro degli sforzi per rilanciare il dialogo tra Usa e Iran. Lo riferisce l'emittente filo-governativa iraniana "Press Tv". L'incontro si inserisce nella visita del maresciallo di campo pachistano nella capitale iraniana, mentre Islamabad prosegue il proprio ruolo di facilitatore tra le parti. Ghalibaf, che ha guidato i recenti colloqui di Islamabad, ha ribadito nelle ultime ore la linea dura di Teheran, affermando che "la resistenza e l'Iran sono un'unica entità, sia in guerra sia nel cessate il fuoco", e che gli Stati Uniti devono "impegnarsi a rispettare gli accordi". Secondo l'emittente "Al Jazeera", Munir è atteso nelle prossime ore a Washington, in una sequenza di contatti che lo vede impegnato tra le due capitali.
Cina, riapertura Stretto di Hormuz è richiesta internazionale
Il ministro degli esteri cinese Wang Yi ha dichiarato al suo omologo iraniano Abbas Araghchi durante una telefonata che la riapertura dello Stretto di Hormuz è una richiesta unanime della comunità internazionale. Wang Yi ha aggiunto che la sovranità, la sicurezza e i diritti legittimi dell'Iran, in quanto Stato rivierasco dello Stretto di Hormuz, devono essere rispettati, ma che al contempo devono essere garantite la libertà di navigazione e la sicurezza attraverso lo stretto. "Lavorare per ripristinare il normale transito attraverso lo stretto è un appello unanime della comunità internazionale", ha dichiarato Wang, secondo quanto riportato in un comunicato governativo. Wang ha osservato che la situazione attuale ha raggiunto un punto critico tra guerra e pace e ha anche affermato che si sta aprendo una finestra di pace.
Beirut smentisce Trump: "Nessun incontro oggi tra Libano e Israele"
Il Libano non è a conoscenza di alcun contatto programmato con Israele. Lo scrive l'agenzia Afp, citando una fonte ufficiale, dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump aveva affermato che i leader dei due Paesi si sarebbero parlati. "Non siamo a conoscenza di alcun contatto pianificato con la parte israeliana e non siamo stati informati di alcun contatto tramite canali ufficiali", ha affermato la fonte.
Teheran, previsti colloqui tra Iran e Pakistan
Secondo quanto riportato dai media statali iraniani, oggi a Teheran si terranno incontri tra rappresentanti iraniani e il capo delle forze armate pakistane, Asim Munir, per discutere delle recenti interlocuzioni tra Iran e Stati Uniti. Munir, considerato una figura chiave nei contatti tra le parti, è arrivato nella capitale iraniana mercoledì e ha già avuto un colloquio con il ministro degli Esteri Abbas Araghchi.
Reza Pahlavi: "Pronto a guidare l'offensiva finale contro il regime"
"Sono pronto a tornare in Iran e a guidare, da una posizione sicura, l'ultimo assalto contro il regime". È quanto afferma Reza Pahlavi, figlio dell'ex scià, durante la sua prima visita in Italia dopo la repressione di gennaio. In un'intervista spiega: "Il mondo ha assistito al massacro di iraniani all'inizio dell'anno. Quella repressione ha spinto gli Stati Uniti a intervenire per proteggere la popolazione. I raid aerei sono stati accolti favorevolmente dagli iraniani, quasi come un intervento umanitario per un popolo tenuto in ostaggio. La risposta del regime è stata un'ulteriore stretta repressiva". Pahlavi aggiunge: "I civili disarmati non possono affrontare gruppi armati che operano da basi protette e sotterranee, sostenuti anche da miliziani stranieri. Il regime è indebolito e potrebbe crollare se il popolo prenderà l'iniziativa. Noi rappresentiamo la forza sul terreno, ma abbiamo bisogno di sostegno".
Goldman Sachs colta impreparata dal conflitto in Iran
La guerra in Iran avrebbe sorpreso i trader del reddito fisso di Goldman Sachs, incidendo pesantemente sulle strategie legate ai tassi di interesse e causando perdite rilevanti. Lo riporta il "Financial Times". Secondo il quotidiano britannico, il desk dedicato ai tassi è stato il principale responsabile della performance deludente del comparto Ficc (reddito fisso, valute e materie prime) nel primo trimestre. I ricavi sono scesi del 10%, contro previsioni che indicavano una crescita analoga. La banca aveva puntato su un rallentamento dell'economia statunitense e su possibili tagli dei tassi da parte della Federal Reserve. Tuttavia, lo scoppio del conflitto a fine febbraio ha cambiato lo scenario, alimentando timori di maggiore inflazione e crescita debole e spingendo i mercati a ipotizzare rialzi dei tassi da parte di Fed, Banca d'Inghilterra e Bce.
Democratici avviano impeachment contro Hegseth
Alcuni deputati democratici hanno presentato cinque articoli di impeachment contro il segretario alla Guerra Pete Hegseth, accusandolo di crimini di guerra legati al conflitto con l'Iran, abuso di potere e cattiva gestione del Pentagono. L'iniziativa è promossa dalla deputata Yassamin Ansari insieme ad altri esponenti del partito. Tra le contestazioni figurano operazioni militari condotte senza autorizzazione, rischi deliberati per i militari statunitensi e presunte violazioni delle leggi di guerra, inclusi attacchi contro civili. Viene inoltre contestata la gestione impropria di informazioni sensibili, anche attraverso l'uso di canali non ufficiali, oltre a presunti tentativi di ostacolare il controllo del Congresso e a un utilizzo politico del potere. La risoluzione ha però poche probabilità di successo, vista la maggioranza repubblicana alla Camera, ed è considerata soprattutto una mossa politica per aumentare la pressione sull'amministrazione del presidente Donald Trump.
Consigliere di Khamenei attacca Trump sullo Stretto di Hormuz
"Dopo le ripetute e pesanti sconfitte inflitte dall'aviazione, quelle subite dalla Marina e dalle forze aviotrasportate, Trump ha iniziato a parlare di un blocco dello Stretto di Hormuz. Vuole comportarsi come un poliziotto in quell'area". Così Mohsen Rezaei, consigliere militare della Guida Suprema Mojtaba Khamenei, in un intervento alla televisione di Stato iraniana. "Un blocco navale ha regole precise ed equivale a una guerra marittima. Questo individuo pensa invece di creare una sorta di stazione di polizia. Non si avvicina allo Stretto, resta a chilometri di distanza", ha aggiunto l'ex comandante delle Guardie Rivoluzionarie. "Una situazione del genere rappresenta un serio rischio per le forze armate statunitensi, che potrebbero facilmente diventare bersaglio dei nostri missili", ha concluso.
Tajani verso la Cina: "Dialogo per la pace e opportunità economiche"
In un video pubblicato su X durante il volo verso la Cina, il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha spiegato: "Inviterò il governo cinese a collaborare per favorire la pace, sia in Medio Oriente sia in Ucraina". Il vicepremier ha sottolineato che la missione, che toccherà Pechino e Shanghai, ha anche un obiettivo economico: "Lavoreremo per sostenere le nostre imprese, che possono trovare nel mercato cinese nuove e importanti opportunità di crescita".
Casa Bianca smentisce: "Nessuna richiesta di proroga della tregua con l'Iran"
Gli Stati Uniti "non hanno avanzato alcuna richiesta per estendere il cessate il fuoco con l'Iran". Lo ha dichiarato la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, rispondendo a indiscrezioni circolate sulla stampa. "Si tratta di cattivo giornalismo", ha aggiunto in modo netto.




