Economista e politica, Elsa Fornero capì in fretta l’importanza dello studio. "Ricordo che, durante l’adolescenza, osservavo la vita quotidiana scorrere dalla finestra della stanza in cui studiavo. Il tempo del gioco era finito". Con l’adolescenza, però, "arrivò il disagio. Erano gli anni in cui iniziò il mio rapporto difficile con il cibo. Allora non esisteva ancora la diagnosi di 'anoressia' ma ricordo le parole del medico del paese: 'Ricordati, è meglio un asino sano di un dottore malato'". Un problema che durò "qualche anno ma non sono mai stata a rischio. Da allora, in realtà, tutta la mia vita l’ho vissuta all’insegna della ricerca dell’equilibrio".
Poi il debutto al ministero: "Mario Monti - ricorda sulle colonne del Corriere della Sera - mi telefonò alle 9.40. del 15 novembre 2011. Mi disse: 'Confido che tu mi dica di sì, ma devi darmi la risposta entro le 11'. Risposi: 'Tu sai che non posso darti una risposta fino a quando non parlerò con Mario' (Deaglio, ndr)…". E la risposta di suo marito fu abbastanza lapidaria: "Mi avvertì che la scelta avrebbe sconvolto la nostra vita ma che non avrei potuto rifiutare per senso di responsabilità". E tra i colleghi dell'ambiente venne accolta "come una signora torinese poco esperta delle sottigliezze romane e, più ancora, dell’ambiente politico. Una visione paternalistica secondo la quale avrei dovuto 'essere guidata'".
DiMartedì, Fornero usa Sanremo per spalare fango sul governo: "Ci abituiamo a tutto..."
Anche su La7 è sempre Sanremo. A DiMartedì, il programma di approfondimento politico condotto da Giovanni ...Come dimenticare la vicenda esodati. Ossia quei lavoratori che hanno lasciato il proprio posto di lavoro poco prima di raggiungere la pensione, spesso con accordi di uscita anticipata. A seguito della riforma delle pensioni del 2011, la Legge Fornero appunto, questi lavoratori si sono trovati improvvisamente senza stipendio e senza pensione. E alla domanda a cosa fu dovuta quella decisione, Fornero oggi risponde: "A tre fattori: alla mancanza di tempo che mi portò a fidarmi dei dati provvisori; all’oggettiva carenza di dati sugli accordi di esodo tra impresse e lavoratori. Aggiungerei, anche alla volontà di danneggiarmi".




