Il Tribunale Penale di Tripoli ha condannato a 7 anni e 4 mesi di reclusione il generale libico Osama Almasri per "aver violato i diritti dei detenuti" attraverso il "coinvolgimento in torture e trattamenti umilianti" all'interno del principale carcere della città del Paese africano. Lo riportano media libici, sottolineando come per Almasri sia stata disposta anche la perdita della cittadinanza legale e dei diritti civili per tutta la durata della pena, oltre che per un anno successivo a essa.
L'ufficio del Procuratore Generale ha spiegato, tramite la sua pagina Facebook, che il Tribunale penale ha emesso la sentenza di condanna nei confronti di Najim Almasri, ricercato dalla Corte penale internazionale, "nell'ambito della giurisdizione". La sentenza arriva al termine delle indagini svolte dalla Procura, in seguito alle segnalazioni legate ad abusi e a violenze all'interno del carcere. La Procura ha dichiarato di aver "presentato un ricorso pubblico contro il capo del Dipartimento operazioni e sicurezza giudiziaria, Almasri, per aver violato i diritti dei detenuti presso l'Istituto di riforma e riabilitazione principale di Tripoli (Carcere principale di Tripoli), dai quali la Procura ha ricevuto segnalazioni che indicavano che i detenuti erano stati sottoposti a torture e violenze".
Immediata la reazione di Augusta Montaruli. "La notizia della condanna di Almasri da parte del tribunale di Tripoli conferma che il governo Meloni aveva ragione ed ha agito correttamente. Rappresentava un pericolo per la sicurezza nazionale e quindi andava espulso velocemente, assicurandolo alla giustizia libica che infatti ha fatto il suo corso. E’ una notizia che fa giustizia soprattutto delle inutili e strumentali polemiche della sinistra, che per l’ennesima volta conferma di anteporre la propaganda e la speculazione politica a quello che è l’interesse nazionale. Un’altra conferma dell’autorevolezza del nostro governo", ha dichiarato la vice capogruppo di Fratelli d’Italia.




