Chiusa per caldo. Dinanzi all’intensa ondata di calore che sta colpendo il suo territorio, con temperature che oltrepassano i 40 gradi in diversi dipartimenti, la Francia moltiplica i divieti, blocca i trasporti e abbassa le saracinesche, trovandosi ancora una volta impreparata a un fenomeno che negli ultimi tempi si è intensificato.
«È già la seconda ondata di caldo nel giro di un mese. La Sncf (le ferrovie francesi, ndr) ha quindi deciso di sospendere 70 treni Intercités per timore che l’aria condizionata dei convogli smetta di funzionare. Più di un centinaio di scuole restano chiuse. Le prove orali dell’esame di maturità di 4.000 candidati vengono rinviate. Vengono annullati i festeggiamenti. Insomma, non appena fa caldo, la Francia preme il tasto pausa», ha commentato il Journal du dimanche. Ieri 35 dipartimenti, più di un terzo del totale, sono stati posti in “allerta rossa”.
Oggi il numero di dipartimenti col bollino rouge salirà a 49 e l’emergenza continuerà almeno fino a mercoledì. Secondo Météo-France, si tratta di un episodio climatico «particolarmente intenso e particolarmente precoce», paragonabile alla storica ondata di calore del 2003.
LA FESTA DELLA MUSICA
La prima misura annunciata del governo è stata il divieto del consumo di alcolici all’aperto nei dipartimenti in allerta rossa. Una misura presa d’urgenza in ragione della Fête de la musique, la giornata della musica che ogni anno celebra il solstizio d’estate attirando migliaia di persone in piazza tra concerti, djset e lunghe serate nei club delle città. Il primo ministro francese, Sébastien Lecornu, ha spiegato che la decisione nasce dalla necessità di ridurre al massimo i «problemi di ordine pubblico» e «preservare i servizi di emergenza e assistenza e permettere ai soccorsi di concentrarsi sulla cura delle persone più vulnerabili». Ma la misura ha fatto storcere ai proprietari di bar e ristoranti.David Zenouda, vicepresidente dell’Unione dei mestieri e delle industrie alberghiere (Umih), ha denunciato «l’improvvisazione del governo», sottolineando che «i ristoratori e i gestori dei locali si erano preparati alla Festa della musica già da molto tempo e si erano organizzati» per vendere alcolici da asporto. Diversi eventi sportivi all’aperto, tra cui la maratona Ekiden du Stade Français a Parigi, sono stati annullati a causa della canicola e su raccomandazione della prefettura. La misura più significativa imposta dal governo è la chiusura di 845 istituti scolastici situati nei dipartimenti più roventi. Queste scuole, lunedì, «non accoglieranno studenti o offriranno solo servizi minimi», ha dichiarato il ministro dell’Istruzione francese Édouard Geffray.
Si trovano «principalmente nei dipartimenti in allerta rossa», ha precisato il ministro. Altri 1.800 istituti modificheranno i loro orari, congedando gli studenti nel primo pomeriggio. La Sncf, giovedì,
ha annunciato la soppressione di oltre 70 treni Intercités a causa dell’ondata di calore: alcuni treni, risalenti agli anni ’70 e ’80,nonsono adatti ai picchi di caldo intenso. L’attuale emergenza richiama inevitabilmente alla memoria la tragica estate del 2003, quando una fortissima ondata di calore contribuì in Francia alla morte di 15 mila morti, soprattutto tra anziani e persone fragili. Quella crisi mise in evidenza le carenze dei sistemi di assistenza e prevenzione, che però non sono ancora state colmate.
«Lo sappiamo ormai da decenni. Già nel 2002 Jacques Chirac diceva: “La nostra casa sta bruciando”. E ventiquattro anni dopo, la situazione non è cambiata. Invece di spegnere l’incendio,chiudiamo le persiane», si indigna il Journal du dimanche. «Il vero responsabile è uno Stato che ha voluto essere ovunque e che, alla fine, non è da nessuna parte. Si parla continuamente di uno Stato
stratega. Ma questo Stato stratega non è nemmeno in grado di adeguare i propri edifici aun caldo che vede arrivare da vent’anni. Solo il 7% della superficie delle scuole è climatizzata. E il 13% delle strutture per anziani dispone di un impianto di condizionamento».
DECRESCITA FELICE?
E cosa propongono i Verdi, che in questi anni si sono sempre opposti all’installazione di condizionatori negli edifici pubblici per questioni ambientali? Un congedo climatico retribuito di cinque giorni, ispirato a una misura adottata dalla Spagna nel 2024. «Proponiamo l’istituzione di un congedo per motivi climatici della durata massima di 5 giorni, per consentire a tutti di far fronte a un’ondata di caldo, un’alluvione, un incendio o una chiusura delle scuole dovuta a cause climatiche, senza subire perdite di reddito», hanno scritto ieri i Verdi in una petizione.«Nessuno dovrebbe mettere a rischio la propria salute o quella dei propri cari solo per andare al lavoro», aggiungono. Ma è evidente che non si salva un Paese fermandolo ulteriormente. Lo si salva dotandolo dei mezzi necessari per reagire e convivere con gli sbalzi del termometro.




