C’è una classifica sulle migliori “agenzie di spionaggio europee” che sta circolando tra le scrivanie delle centrali di intelligence di tutto il mondo occidentale. Si tratta di un documento di 28 pagine pubblicato dalla rivista francese L’Express: una graduatoria che vede in ordine di primato i servizi inglesi, a seguire quelli francesi e infine gli olandesi. L’intelligence italiana è relegata al quindicesimo posto, a parità di punteggio di Belgio e Repubblica Ceca, con le accuse di «nepotismo, corruzione e assenza di cultura dell’intelligence». Pertanto, a leggere le ragioni del podio il vero criterio di valutazione sembra legarsi tanto alle attività in funzione antirussa negli ultimi anni, quanto allo stato di salute generale delle centrali di intelligence. In realtà questo primato dell’MI6, infatti, è figlio prima tutto di un ribaltamento di percezione a partire dal Dopoguerra che poi si è tradotto sul campo in termini operativi nel 2022 con la guerra in Ucraina.
Gregorio Paltrinieri umilia Macron: "Cos'ho visto nella Senna. Mi sono ca***to addosso"
"Io mi sono ca*ato addosso una volta. Era il giorno prima della gara, avevano aperto il campo gara per provarlo. Er...Del resto, James Bond fu una trovata “testosteronica” che rispondeva al declino dell’Impero britannico di fronte all’ascesa dell’Urss. E la produzione di immaginario, dopo le grandi saghe di Ian Fleming, John Le Carré, Graham Greene e Joseph Conrad, non si è mai fermata: qualche anno fa gli inglesi hanno prodotto per la tv un adattamento di Slow Horses di Mick Herron, forse il miglior prodotto di sempre nel genere spy. Una risposta contemporanea alla serie Le Bureau des Légendes di produzione transalpina che ha scatenato un boom di candidature tra i giovani. Con un budget più o meno equivalente rispetto all’MI6, l’intelligence francese gode di 7mila agenti segreti operativi (contro i 4mila inglesi) e un braccio armato unico in Europa, il “Service Action”. Se è vero, dunque, che l’Italia è stata protagonista di alcune vergognose vicende di ex agenti segreti (prontamente stanati dal controspionaggio dell’Aisi) collusi con reti clandestine dedite ad attività di dossieraggio; o ancora accusati di “spionaggio militare”, tuttavia i “giurati” della rivista riconoscono, seppur marginalmente, la capacità di penetrazione degli agenti dell’Aise in Nordafrica, in particolare in Libia.
Europa, nasce la "coalizione anti-missili": si scatena la furia della Russia
Nasce una coalizione europea finalizzata, insieme all'Ucraina, a dotare il Vecchio continente di uno 'scudo'...Territori, insieme all’Africa e al Medio Oriente, dove sia inglesi che francesi hanno perso influenza. Un’attività silenziosa supportata da una diplomazia parallela nonché una legislazione avanzata che ha reso l’Italia una delle poche grandi nazioni europee immune agli attentati terroristici di matrice jihadista. Questa nuova architettura dell’intelligence italiana fortemente voluta dal Direttore del DIS Vittorio Rizzi che ha trasformato un castello di carrelli con appunti e carte in un luogo operativo - mira ad affiancare risorse reclutate nella società civile ai tradizionali agenti estratti dal mondo militare-poliziesco; con l’obiettivo di far coabitare spirito di adattamento sul campo e capacità di pensare fuori dagli schemi in fase di analisi. Peccato che non coincida (ma solo) per alcuni con l’archetipo della “spia perfetta” contemporanea.




