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Venezuela, un'ecatombe: 235 morti, 4,200 feriti, 42mila dispersi. Tra le vittime un italiano

venerdì 26 giugno 2026
Venezuela, un'ecatombe: 235 morti, 4,200 feriti, 42mila dispersi. Tra le vittime un italiano

6' di lettura

Ecatombe in Venezuela: il Paese è alle prese con una delle più gravi tragedie naturali di sempre. Due potenti terremoti, avvenuti a distanza di meno di un minuto l'uno dall'altro, hanno devastato vaste aree del Paese provocando un pesantissimo bilancio di vittime e danni. Secondo lo United States Geological Survey, il primo sisma ha raggiunto magnitudo 7.1 con epicentro nei pressi di Moron, mentre il secondo, ancora più intenso, ha toccato magnitudo 7.5 vicino a San Felipe. Entrambe le scosse sono state registrate a circa 300 chilometri da Caracas. Il bilancio, destinato inevitabilmente a salire, è agghiacciante: oltre 230 morti e 4.300 feriti accertati, ma ci sono ancora 42mila dispersi. Tra le vittime un italo-venezuelano.

Venezuela, negli ospedali l'emergenza dei bambini rimasti senza famiglia
Centinaia di bambini feriti stanno riempiendo in queste ore gli ospedali del Venezuela dopo il devastante terremoto, il più violento registrato nel Paese negli ultimi 120 anni. Molti di loro hanno perso i genitori sotto le macerie e si ritrovano ricoverati senza alcun familiare al loro fianco. Tra le storie simbolo c'è quella della tredicenne Yenderlin Cabarza, giunta da sola in un ospedale di Caracas con diverse fratture dopo essere sopravvissuta alle scosse di magnitudo 7.2 e 7.5. La ragazza si trovava nell'edificio crollato insieme alla madre e allo zio, che avrebbe cercato di proteggerla facendo scudo con il proprio corpo. Entrambi sono morti nel crollo.

Estratta viva dopo un giorno sotto le macerie: salvataggio a Chacao
Un nuovo salvataggio alimenta la speranza in Venezuela. A Chacao, una delle località più duramente colpite dal terremoto, una donna è stata recuperata viva circa 24 ore dopo il sisma. A darne notizia è stato il sindaco Gustavo Duque attraverso i social network. "Ci troviamo presso l'edificio Don Pepe dove, fortunatamente, stiamo salvando una residente. Dio è grande", ha dichiarato il primo cittadino mentre seguiva le operazioni davanti allo stabile completamente distrutto.

Continua a crescere il numero delle vittime: i morti salgono a 235
Si aggrava ulteriormente il bilancio del terremoto che ha devastato il Venezuela. Il ministro della Salute Carlos Alvarado ha comunicato che le vittime accertate sono ora 235, mentre i feriti hanno raggiunto quota 4.300. "Purtroppo abbiamo registrato 235 pazienti arrivati privi di segni vitali o deceduti dopo l'arrivo presso le nostre strutture sanitarie", ha dichiarato Alvarado durante un intervento televisivo. Il precedente aggiornamento parlava di 188 morti.

Washington mobilita mezzi militari per sostenere i soccorsi
Gli Stati Uniti rafforzano il proprio contributo alle operazioni di emergenza in Venezuela inviando due navi militari, velivoli da trasporto ed elicotteri destinati al supporto logistico delle squadre impegnate nei soccorsi. L'annuncio è arrivato dalle forze armate statunitensi. "Queste forze forniranno servizi di mobilità specializzati e supporto al personale del governo statunitense, alle squadre di ricerca e soccorso e ai partner interagenzia statunitensi mentre valutano i danni, localizzano i feriti e forniscono assistenza fondamentale per salvare vite umane", ha spiegato il Comando Sud degli Stati Uniti in un messaggio pubblicato su X.

Terremoto in Venezuela, tra le vittime anche un italo-venezuelano
C'è anche un cittadino italo-venezuelano tra le vittime del terremoto che ha colpito il Venezuela. La conferma è arrivata dal ministero degli Esteri italiano. Si tratta di un uomo nato a Caracas nel 1970 e con familiari residenti in Italia. Secondo quanto riferito da fonti della Farnesina, è morto nel crollo di un edificio a La Guaira, località situata a circa 30 chilometri dalla capitale Caracas e tra le aree maggiormente devastate dal sisma.

Gli Usa sospendono parte delle sanzioni per agevolare gli aiuti umanitari
Washington ha deciso di alleggerire temporaneamente il regime di sanzioni nei confronti del Venezuela per facilitare gli interventi nelle aree colpite dal terremoto. Il Dipartimento del Tesoro ha autorizzato, fino al 23 ottobre 2026, transazioni normalmente vietate, purché direttamente collegate alle operazioni di soccorso. Dopo l'arresto dell'ex presidente Nicolás Maduro, avvenuto lo scorso gennaio, gli Stati Uniti avevano concesso solo un numero limitato di deroghe e licenze, in particolare nel settore petrolifero e in collaborazione con la presidente ad interim Delcy Rodríguez. La nuova decisione rappresenta un ulteriore, seppur circoscritto, allentamento delle restrizioni economiche.

Il bilancio continua ad aggravarsi
Con il passare delle ore il numero delle vittime è aumentato sensibilmente. Le autorità venezuelane parlano di almeno 235 morti e di oltre 4.300 persone ferite. Il ministro della Salute Carlos Alvarado ha aggiornato così la situazione: "E' bene ricordare che, nel sistema sanitario pubblico, alle sette di sera di oggi avevamo prestato assistenza a oltre 4.300 feriti (...) e avevamo accolto circa 235 pazienti giunti senza segni vitali o deceduti al momento del loro arrivo nelle nostre strutture sanitarie". Resta inoltre altissimo il numero delle persone di cui non si hanno notizie. La piattaforma online "Desaparecidos Terremoto Venezuela", creata per favorire il ricongiungimento tra familiari, ha raccolto oltre 42.000 segnalazioni di dispersi e permette sia di denunciare una scomparsa sia di comunicare che una persona è in salvo.

La Guaira è l'area più devastata
Tra le località maggiormente colpite figura lo stato costiero di La Guaira, dove il terremoto ha provocato il crollo di oltre cento edifici. Il ministro dell'Interno Diosdado Cabello ha spiegato che "Si stima che siano più di 70.000 le famiglie colpite", indicando Caraballeda e Catia La Mar tra le zone che hanno subito i danni più gravi. L'aeroporto internazionale di Maiquetia, principale scalo del Paese al servizio della capitale, rimane temporaneamente chiuso per i danni riportati. Per garantire sicurezza e supportare le operazioni di emergenza, il governo ha deciso di rafforzare in modo massiccio la presenza delle forze dell'ordine. Cabello ha annunciato: "Fino al pomeriggio di oggi (giovedì) avevamo 4.200 uomini e donne delle forze di sicurezza dispiegati in tutto lo Stato. La presidente ha dato istruzioni di aumentare tale numero. Ebbene, domani ne avremo 11.500, che cominciano ad arrivare già oggi", precisando che l'obiettivo sarà "garantire la pace e la tranquillità".

Le vittime straniere
Tra le persone decedute figurano anche alcuni cittadini stranieri. La Farnesina ha confermato la morte di un cittadino italo-venezuelano, nato a Caracas nel 1970, rimasto coinvolto nel crollo di un edificio a La Guaira. Secondo le stime del ministero degli Esteri, nel Paese vivono circa 170.000 titolari di passaporto italiano. Il Brasile ha inoltre confermato la morte di due propri cittadini, un uomo e una donna, mentre la Cina ha reso noto il decesso di due connazionali. L'ambasciata cinese a Caracas ha invitato la propria comunità a "prendere precauzioni contro i disastri secondari causati dalle scosse di assestamento e da (altri) terremoti".

La preoccupazione per gli italiani in Venezuela
Grande attenzione è rivolta anche alla numerosa comunità italiana presente nel Paese. Il capo dell'Unità di Crisi della Farnesina, Nicola Minasi, ha spiegato: "In Venezuela c'è una grande comunità italiana, parliamo di oltre 140mila persone. E solo a Caracas sono oltre 65mila. La Guaira, una delle aree di Caracas, è stata tra le più colpite. È proprio lì che stiamo registrando molte segnalazioni di persone che non rispondono". Sulla situazione dei connazionali ha aggiunto: "Notizie su eventuali dispersi italiani? Abbiamo segnalazioni su diversi italiani su cui si chiedono delle verifiche e lavoriamo incessantemente con il consolato generale a Caracas, con l'ambasciata per fare delle verifiche sul posto".

La risposta della comunità internazionale
I soccorsi internazionali stanno progressivamente raggiungendo il Venezuela.
Gli Stati Uniti hanno annunciato l'invio di due navi militari, oltre ad aerei da trasporto ed elicotteri destinati al supporto logistico delle operazioni di emergenza. Il Comando Sud statunitense ha spiegato: "Queste forze forniranno servizi di mobilità specializzati e supporto al personale del governo statunitense, alle squadre di ricerca e soccorso e ai partner interagenzia statunitensi mentre valutano i danni, localizzano i feriti e forniscono assistenza fondamentale per salvare vite umane". Washington ha inoltre stanziato 150 milioni di dollari di aiuti umanitari destinati sia alle organizzazioni già operative sul territorio sia ai programmi coordinati dalle Nazioni Unite. Anche l'Unione europea ha attivato il Meccanismo europeo di protezione civile, predisponendo otto squadre specializzate nella ricerca dei superstiti e un'équipe medica destinata a rafforzare il sistema sanitario locale.

La presidente visita le zone colpite
La presidente ad interim Delcy Rodriguez si è recata personalmente a La Guaira per verificare la situazione e seguire da vicino le operazioni di soccorso. A confermare la visita è stato il presidente del Parlamento Jorge Rodriguez, che ha definito il sisma "un disastro di proporzioni enormi".

Il terremoto nel contesto dell'attività sismica globale
Il doppio sisma venezuelano si inserisce in una fase di intensa attività geologica registrata in diverse aree del pianeta. Nelle stesse ore l'Anello di Fuoco del Pacifico ha infatti fatto registrare almeno cinque terremoti di magnitudo moderata o forte. A differenza di quanto avviene lungo quella fascia tettonica, il terremoto venezuelano è stato generato dal movimento tra la placca caraibica e quella sudamericana. Le autorità continuano a monitorare l'evoluzione della situazione mentre proseguono le verifiche sui danni e la ricerca dei superstiti.