Libero logo

Cleopatra-Assad, rovinati dagli amici ma lei con stile

Nella notte fra il 7 e l’8 dicembre 2024 un elicottero russo decolla dalla base aerea di Kmeimim con a bordo l’uomo che fino a poche ore prima governava la Siria. Sotto di lui, Damasco sta cadendo
di Giovanni Longonilunedì 17 agosto 2026
Cleopatra-Assad, rovinati dagli amici ma lei con stile

2' di lettura

Nella notte fra il 7 e l’8 dicembre 2024 un elicottero russo decolla dalla base aerea di Kmeimim con a bordo l’uomo che fino a poche ore prima governava la Siria. Sotto di lui, Damasco sta cadendo senza quasi un colpo di fucile: i ribelli islamisti di Hayat Tahrir al-Sham, guidati da Ahmad al-Sharaa, hanno impiegato undici giorni per conquistare Aleppo, Hama, Homs e infine la capitale, mentre i due protettori storici del regime, Mosca e Teheran, impegnati altrove, non muovono un dito, come se il crollo di un alleato di lunga data fosse ormai un problema secondario. Bashar al-Assad atterra in Russia, dove Putin gli concede asilo. Oggi vive, secondo la stampa, sorvegliato a distanza in un grattacielo moscovita: il sovrano di una dinastia durata cinquantaquattro anni, ospite permanente di chi lo ha salvato, e ora se lo tiene in casa più per convenienza diplomatica che per affetto.

Nel 2000 Assad aveva ereditato il trono quasi per caso: il primogenito designato, il fratello Bassel, era morto in un incidente d’auto sei anni prima, e a Bashar, oculista di formazione a Londra, era toccato sostituirlo. Governa un decennio senza troppi scossoni, poi nel 2011 la primavera araba si trasforma, in Siria, in una guerra civile che uccide centinaia di migliaia di persone. Bashar sopravvive solo grazie a due alleati, l’Iran con gli Hezbollah libanesi e l’aviazione russa che salvano Damasco dal collasso. Il regime sembra ormai stabilizzato, finché quegli stessi alleati, distratti da altre priorità, lo lasciano cadere in appena undici giorni, senza nemmeno un comunicato di circostanza.

***

Macron, paura a Damasco: esplosione vicino all'hotel del presidente in visita

Attimi di paura per Emmanuel Macron a Damasco. Il corrispondente dell'agenzia Reuters ha riportato che una serie di ...

Nel 30 a.C. Cleopatra fugge, o tenta di farlo, dopo la sconfitta di Azio: ultima regina di una dinastia tolemaica che dura da trecento anni, aveva scommesso il proprio trono prima su Cesare, poi su Marco Antonio, cercando nel protettore romano di turno la forza che l'Egitto non aveva più da solo. Anche lei perde non per un colpo improvviso, ma perché il protettore, arrivato un certo punto, ha cose più urgenti a cui pensare, e la lascia sola davanti al vincitore. La differenza sta tutta nell'epilogo. Cleopatra sceglie la morte pur di non essere trofeo del trionfo di Ottaviano a Roma, e diventa mito immortale. Assad per ora ha conosciuto un destino meno tragico, ma anche meno regale. A Roma Cleopatra la chiamavano regina anche da sconfitta. A Mosca Assad passa le giornate senza nemmeno un trono da rimpiangere.

Per far la pace ci vuole il Libano per fare il Libano ci vuol la Siria...

Ancora una volta le trattative fra Americani e Iraniani hanno rischiato di saltare a causa del Libano. Benjamin Netanyah...