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Non è normale

Omar, un marocchino intervistato dalla tv spagnola a Ceuta, ci spiega che le minorenni vengono violentate per colpa dei padri che le lasciano in giro da sole
di Lucia Espositosabato 29 agosto 2026
Non è normale

1' di lettura

Omar, un marocchino intervistato dalla tv spagnola a Ceuta, ci spiega che le minorenni vengono violentate per colpa dei padri che le lasciano in giro da sole. Se una quindicenne entra a Ceuta, dice testualmente, è «normale» che la violentino. Pronuncia «normale» con la sicurezza di chi descrive una legge fisica, non un crimine. Lo stupro come conseguenza di un’assenza di controllo, il corpo di una ragazza come un oggetto incustodito. Il violentatore sparisce. Resta il padre, colpevole di avere allentato la guardia su un suo bene. Nella frase di Omar c’è qualcosa di ancora più inquietante della frase stessa: l’applicazione di un codice che gli è familiare. Gli antropologi la chiamano la “cultura dell’onore” che persiste nel mondo islamico. La frase di Omar non va liquidata come la sparata di un singolo, ma è il disvelarsi di una cultura che considera la donna proprietà degli uomini. La violenza non è un reato, ma una crepa nella sorveglianza maschile. La Fiscalía di Ceuta ha contato diciassette stupri. Diciassette ragazze colpevoli, secondo Omar, di esistere anche fuori dal controllo di un padre lontano. No, tutto questo non è normale.